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Bruxelles, due anni dopo

Due anni fa Bruxelles veniva sconvolta da un duplice attacco terroristico che ha colpito duramente l’aeroporto di Zaventem e la fermata della metropolitana chiamata Schuman vicina al quartiere sede di tutte le principali istituzioni dell’Unione Europea.
In quegli attacchi terribili persero la vita più di trenta persone e più di trecento furono costrette a passare mesi in ospedale a lottare per la vita; tutta la città, il Belgio e la comunità internazionale rimasero profondamente scossi dalla vicenda e per giorni interi tutti piansero e inorridirono di fronte a tanta ferocia.
I sopravvissuti ricordano quel giorno come un inferno di lacrime e dolore, con persone che tentavano di uscire dall’aeroporto e dalle carrozze sventrate della metropolitana e nel contempo di aiutare gli altri.
Tanti feriti che cercavano aiuto, correvano e gridavano nella speranza di trovare   qualcuno che si occupasse di loro; un uomo ricorda di essere stato vicino ad una donna che ha perso la vita tra le sue braccia. Tanti di coloro che ce l’hanno fatta hanno ancora bisogno dell’aiuto degli psicologi per continuare a svolgere la loro vita normale e chiedono il riconoscimento ufficiale del loro status di vittime.
Oggi, a due anni esatti da quel terribile giorno, ci si chiede come sia stato possibile che nella civile Europa, con le sua capitali che sono la culla della civiltà moderna, siano proliferate periferie degradate con quartieri ghetto in cui proliferano il radicalismo ed i predicatori d’odio. È proprio in questi quartieri che sono nati e cresciuti gli attentatoti di Bruxelles, così come quelli di Parigi e sempre qui sono venuti in contatto con idee radicali sbagliate che li hanno indotti prima ad andare nelle zone di guerra ad addestrarsi nei campi del sedicente Stato islamico e poi a compiere quegli atti odiosi che hanno spezzato tante, troppe vite innocenti.
Potenziare al massimo l’intelligence, condividere in tempo reale le informazioni sui potenziali jihadisti, rendere i controlli più severi, tante cose devono essere ancora fatte perché atti orribili come questi non accadano mai più.

Valeria Fraquelli

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Informazioni su Redazione ()
Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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