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Perché Israele rivela ora il raid del 2007 contro un reattore siriano

I caccia israeliani avevano attaccato e distrutto un reattore nucleare in Siria undici anni fa. A Gerusalemme però lo rivelano solo oggi! 

Perché Israele ammette ora la distruzione di un reattore nucleare in Siria Perché Israele ammette ora la distruzione di un reattore nucleare in Siria

Undici anni dopo il bombardamento israeliano di un sospetto reattore nucleare in Siria, il governo di Tel Aviv esce allo scoperto e ammette le sue responsabilità.

Il fatto è noto. Nel 2007 i caccia con la Stella di David hanno bombardato la struttura di al-Kibar, nella provincia siriana di Deir al-Zour, a circa 450 km a nord-est di Damasco. Fino a oggi, Israele ha sempre negato il suo coinvolgimento nel raid aereo che ha praticamente distrutto il presunto impianto nucleare.

Invece, in un tweet di oggi il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha scritto che a Tel Aviv sono pronti a tutto per impedire che i nemici di Israele si impadroniscano di armi nucleari.


Ecco il testo del tweet lanciato da Netanyahu: “Il governo israeliano, le forze armate e il Mossad (i servizi segreti n.d.r.) hanno impedito che la Siria sviluppasse una sua capacità nucleare”.


Israele non è nuova a queste operazioni lampo volte a distruggere strutture pericolose di altri Paesi. Nel 1981, la sua aviazione bombardò con un attacco a sorpresa un reattore nucleare fatto costruire da Saddam Hussein nei pressi di Baghdad, Iraq.

Il Ministero della Difesa israeliano ha rivelato che la Siria è sotto la lente di ingrandimento dell’intelligence fin dal 2004. E’ in questo momento che gli 007 israeliani hanno cominciato a segnalare che c’erano esperti stranieri in Siria, probabilmente dalla Corea del Nord, che stavano aiutando Damasco a sviluppare il suo progetto di armi nucleari.

Ma i servizi israeliani sono andati anche un po’ più in là. I loro informatori li misero al corrente che era in costruzione un sito con reattore nucleare. Da lì l’operazione del 2007 di distruggere l’impianto.

La Siria del presidente Bachar al-Assad evitò una rappresaglia militare all’attacco israeliano. Assad si limitò a dire che Israele aveva colpito solo edifici per i militari che erano inutilizzati. Però, l’Aiea (Agenzia Internazionale per l’energia atomica) scrisse nel 2011 che il sito di al-Kibar “molto probabilmente stava per dotarsi di un reattore nucleare”.

Perché Israele rende pubblico soltanto ora il suo coinvolgimento nel raid contro il reattore nucleare siriano?

In realtà, nessuno ha mai avuto dubbi che ci fosse la mano di Israele dietro il bombardamento del sospetto sito nucleare nel deserto siriano. Tutti lo sapevano nonostante il governo di Tel Aviv avesse sempre negato la sua responsabilità.

Quello che stupisce è il fatto che Israele riconosca solo oggi, 11 anni dopo, di essere regista del raid su al-Kibar.

Secondo alcuni analisti, tra cui anche autorevoli firme della Bbc, il mea culpa israeliano ha lo scopo di mandare un messaggio forte all’Iran: siamo pronti a mettere la struttura nucleare nel mirino dei nostri caccia-bombardieri. A Tel Aviv sono convinti che l’Iran abbia ancora le sue ambizioni nucleari nonostante l’accordo sul nucleare firmato dal governo di Teheran con 6 grandi potenze nel 2011.

Andrea Ferrari

 

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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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