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L’alta tensione Russia Gran Bretagna spiegata in cinque punti

E' alta tensione tra Londra e Mosca dopo l'avvelenamento della spia russa a Salisbury. Dura la premier May: è stata la Russia, espulsi 23 diplomatici. Mosca risponde cacciando 23 diplomatici di Londra. 

La crisi Russia Gran Bretagna spiegata in cinque punti La crisi Russia Gran Bretagna spiegata in cinque punti

La crisi diplomatica tra Russia e Gran Bretagna è a livelli massimi. La premier britannica Theresa May ha accusato la Russia di essere dietro l’avvelenamento della ex-spia russa e della figlia avvenuto lo scorso 4 marzo. Ha dato un giorno di tempo all’ambasciatore russo per dare spiegazioni. Ma da Mosca non è arrivata alcuna spiegazione se non un’accusa a Londra, in un botta e risposta che prosegue da una settimana.

L’attacco verbale del primo ministro britannico ha innescato un’escalation di accuse reciproche e una tensione che non sarà una semplice nuvola passeggera che minaccia tempesta. E in effetti la May ha annunciato l’espulsione dalla Gran Bretagna di 23 diplomatici della Russia. Per tutta risposta, il Cremlino ha fatto sapere che saranno espulsi 23 funzionari britannici dalla Russia.

Proviamo quindi a spiegare in cinque punti la crisi politico-diplomatica tra Russia e Gran Bretagna:

  1. La premier britannica Theresa May è intervenuta nel Parlamento per relazionare sulle indagini condotte in seguito all’avvelenamento della spia russa Serghei Skripal e della figlia a Salisbury, nel sud dell’Inghilterra, con gas nervino. Poi il primo ministro ha spiegato che molto probabilmente è la Russia la responsabile dell’attacco. Infine, ha annunciato al Parlamento che l’ambasciatore russo è stato convocato e “dovrà rispondere entro domani (13 marzo n.d.r.)” a una serie di questioni: se la Russia è coinvolta nell’attacco alla spia o se ha perso dai suoi laboratori sostanze chimiche così pericolose come il gas nervino. In altri termini, il governo britannico ha chiesto a Mosca se lo Stato russo ha condotto un’azione chimica contro la Gran Bretagna, oppure se i suoi prodotti chimici sono finiti in mani altrui. Secondo i servizi britannici, ha spiegato la May, le tossine usate a Salisbury sono un tipo di sostanza prodotta nei laboratori chimici russi.
  2. La reazione russa. Il Ministero degli Esteri russo ha definito come “uno show da circo” l’intervento della May. L’agenzia Tass riporta che la portavoce del ministero degli esteri, Maria Zakharova, ha aggiunto che si tratta della prossima campagna mediatica politica contro la Russia basata sulla provocazione. “Prima di inventare nuove storie – ha continuato la Zakharova- Londra pubblichi i risultati delle indagini sulle morti di Litvinenko, Berezovsky, e molti altri morti in circostanze misteriose sul suolo britannico. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto alla BBC: “andare a fondo alla questione in Gran Bretagna, poi discuteremo”. La risposta russa a quello che è stato un vero e proprio ultimatum della May non è arrivata. Anzi Mosca ha risposto convocando l’ambasciatore britannico per comunicargli la sua estraneità all’avvelenamento definendo il comportamento britannico una provocazione.
  3. Chi è Serghei Skripal. Skripal, colonnello russo di 66 anni, è stato una ex-spia dei servizi segreti di Mosca. Poi è diventato anche un’agente al servizio dell’intelligence britannica. Per questo in Russia fu condannato e detenuto nel decennio passato. La sua liberazione avvenne nel 2010 in uno scambio di spie. Ha ottenuto ospitalità e rifugio in Gran Bretagna trasferendosi a Salisbury dove viveva. E’ qui che insieme a alla figlia Yulia di 33 anni, venuta a trovarlo dalla Russia, è stato avvelenato con gas nervino in un ristorante della città.
  4. Theresa May è andata giù dura con Mosca riprendendo il tema dell’aggressione internazionale. Ha spiegato ai parlamentari che l’azione russa è avvenuta sullo sfondo di un piano ben definito di aggressioni di Stato. E la May ha menzionato l’aggressione e annessione della Crimea, il conflitto del Donbass, la ripetuta violazione degli spazi aerei di diversi Paesi europei, una campagna aggressiva di cyber-spionaggio e ingerenza negli affari interni di altri Stati incluse le elezioni. Inoltre, Londra ha minacciato di ricorrere a misure punitive definendo la risposta russa un disprezzo verso gli inglesi. E così ha annunciato l’espulsione di 23 diplomatici del Cremlino. La risposta della Russia però non si è fatta attendere e il Mosca ha fatto sapere che saranno espulsi 23 diplomatici di Sua Maestà, oltre a vietare le attività dell’istituto culturale inglese British Council è a revocare il permesso per costruire il consolato britannico a San Pietroburgo. Lavrov ha convocato al ministero degli Esteri l’ambasciatore londinese.
  5. La Gran Bretagna ha avuto la solidarietà degli alleati occidentali. Dal presidente Usa Donald Trump alla cancelliera tedesca Angela Merkel fino al segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. La questione ora sarà capire cosa farà la May dopo la risposta della Russia. Romperà le relazioni diplomatiche richiamando a Londra l’ambasciatore britannico? Chiederà un intervento ufficiale di Putin? Farà appello alla cooperazione internazionale euro-atlantica? Qualunque cosa faccia il governo britannico le relazioni russo-britanniche saranno ai ferri corti e ci vorrà del tempo per riallacciarle e riportarle a uno stato di normalità. Intanto, il primo ministro britannico ha incassato la piena solidarietà degli alleati. Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Germania hanno sottoscritto un documento che punta il dito contro Putin per l’attacco chimico a Salisbury. Secondo il documento, la mancata risposta chiara della Russia sull’avvelenamento è la prova delle responsabilità del Cremlino. I 4 hanno anche definito l’attacco con il gas nervino in Europa, il primo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

    Botta e risposta tra Russia e Gran Bretagna. Espulsi 23 diplomatici russi


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