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L’Ue e le imposte ai giganti dell’economia digitale

Il Parlamento Europeo vota a marzo una riforma fiscale per unificare la tassazione delle imprese e armonizzare le regole fiscali europee.

Ue e battaglia per le tasse a giganti economia digitale Ue e battaglia per le tasse a giganti economia digitale

La Silicon Valley di Dublino sorge vicino al porto, lontana dal centro storico della capitale irlandese. E’ qui che negli ultimi anni i giganti dell’economia digitale hanno trasferito le loro sedi, spesso le più grandi tra quelle fuori dalla California.

Google, Facebook, Twitter, Linkedin, Airbnb e altri colossi sono arrivati a Dublino attirati dalle ottime condizioni economiche e ambientali. Tra le ragioni che hanno convinto i titani della digital-economy a spostarsi nella città europea c’è l’uso della lingua inglese, la presenza di una popolazione giovanile ben preparata, un quadro legale-giuridico compatibile con quello degli Stati Uniti, l’appartenenza all’Ue dell’Irlanda.

Soprattutto, c’è una tassazione favorevole per le società. Il basso livello delle imposte sulle imprese ha favorito l’arrivo di investitori stranieri, di grandi società e ingenti capitali. Non è un caso che oltre ai giganti dell’economia digitale sono arrivati i grandi gruppi farmaceutici.

A Dublino e in Irlanda l’imposta media sulle imprese è del 12,5%. A livello mondiale la tassazione media si situa al 23%, In Europa è al 18,35% (dato medio).

La battaglia contro i giganti della digital economy e i loro profitti favoriti dalla bassa tassazione fiscale l’ha condotta nell’Unione Europea l’eurodeputato socialista olandese Paul Tang. Di recente, ha accusato Google di avere pagato solo il 9% di imposte sui ricavi ottenuti a livello europeo ma addirittura soltanto lo 0,82% sui guadagni ottenuti dentro l’Unione Europea, Secondo Tang, la situazione peggiora se consideriamo Facebook, che avrebbe pagato di tasse solo lo 0,10%.

Tang, che ha definito Irlanda e Lussemburgo pirati fiscali, è convinto che i due Paesi membri dell’Ue stiano rubando agli altri Stati membri le opportunità fiscali provenienti dalle imprese.

L’accusa dell’europarlamentare olandese sembra giustificata da un dato del Ministero delle Finanze dell’Irlanda: il 15% dei proventi da tassazione fiscale dell’Irlanda provengono dalle imposte alle imprese. Un dato impressionante se si pensa che la media europea è al 8%.

Ora il Parlamento Europeo sta attendendo la conclusione in una commissione della riforma fiscale che deve unificare la tassazione e le imposte sulle aziende nell’Unione Europea. Obiettivo quindi unificare le regole tributarie per le imprese in tutta la zona Ue.

La legge sarà votata a marzo dal Parlamento Europeo, poi passerà alla Commissione Europea e infine ai capi di governo. E qui la sfida si farà difficile perché i trattati Ue prevedono che in materia fiscale le decisioni siano prese all’unanimità.

La lotta dell’Ue per regolarizzare le imposte alle imprese rischia di diventare un altro elemento di attrito tra Europa e America di Donald Trump. Gli Stati Uniti infatti potrebbero accusare l’Ue di imporre freni e ostacoli alle compagnie americane limitandone la competitività. Tutto in un clima di guerra commerciale.

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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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