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Unicef, allarme infanzia

L’Unicef. L’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di infanzia, ha lanciato l’allarme per il grandissimo numero di minori che in molte parti del mondo vivono in condizioni di estremo disagio ed estrema povertà.
Purtroppo non tutti i bambini hanno la fortuna di nascere in posti puliti e sicuri, in condizioni igienico sanitarie ottimali e con la possibilità di studiare in ottime scuole e scegliere il futuro che vogliono e credono meglio per loro. Nelle zone di guerra e nelle aree più povere del mondo nascere è la cosa più difficile perché non ci sono ospedali adeguati e personale abbastanza qualificato per garantire la giusta assistenza alle mamme in attesa e a i piccoli pazienti.
Le neo mamme che vivono nelle zone di guerra e nei Paesi poveri dell’Africa e dell’Asia sono costrette a percorrere chilometri a piedi prima di potere avere accesso ad ospedali e cure mediche in generale, ma molto spesso le cure non sono adeguate alla loro situazione e questo fa sì che purtroppo ancora oggi molte donne muoiano di parto e per complicazioni dovute alla gravidanza e che molti bambini nascano con lesioni permanenti anche molto gravi. In questi Paesi il tasso di mortalità neonatale è ancora molto alto.
Sono proprio i più piccoli, infatti, a pagare il prezzo più alto delle condizioni di estremo disagio in cui si trovano a dovere nascere e crescere; malnutrizione, scarsa o nulla scolarizzazione sono alla base di un circolo vizioso che genera altra povertà ed altra ignoranza e questo non permette a molte zone del pianeta di migliorare ed uscire dall’arretratezza. Un bambino che nasce in una zona di guerra, in un campo
profughi, nelle terre aride ed estremamente povere dell’Africa è molto a rischio di malnutrizione, di essere contagiato da malattie che in Occidente sono scomparse da molti anni e di non ricevere una istruzione adeguata. Tutti questi fattori rendono i piccoli vulnerabili ai trafficanti di esseri umani ed ai pedofili che li usano per la prostituzione minorile.
I Paesi più sicuri sono quelli del nord Europa ed in generale tutti quelli membri dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia ed il Giappone, mentre quelli meno sicuri sono Afghanistan, Iraq, Repubblica Centrafricana.

Valeria Fraquelli

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Informazioni su Redazione ()
Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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