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Jacob Zuma in Sudafrica è crisi con Anc

L'African National Congress, il partito che fu di Mandela, chiede le dimissioni immediate del presidente Jacob Zuma. Vertici Anc: Zuma se ne vada per il bene del Paese.

Il comitato direttivo dell’African National Congress ha deciso di chiedere le dimissioni dell’attuale presidente del Sudafrica Jacob Zuma. L’Anc respinge la richiesta fatta da Zuma di prorogare di altri sei mesi la sua carica alla presidenza sudafricana prima di andarsene.

E’ l’ultimo atto della vicenda travagliata dello Stato africano che è iniziata dopo le accuse di corruzione verso il 75enne presidente, al governo del Paese dal 2009. Una vicenda che sfiora il paradosso se si pensa che lo storico partito di Nelson Mandela chiede di mandare a casa lo storico presidente che proprio di Madiba fu figlio politico. Zuma ha guidato l’Anc dal 1994.

A dare una svolta agli eventi è stata lo scorso anno il ricambio ai vertici dell’Anc, il partito che fu di Mandela e che governa con i suoi uomini il Sudafrica dalla fine dell’Apartheid.

Il nuovo presidente del partito, Cyryl Ramaphosa, ha conquistato la leadership dell’Anc succedendo a Jacob Zuma dopo avere sconfitto Nkosazana Dlamini Zuma, la moglie del capo dello stato.

Al centro della campagna elettorale per la scelta del nuovo presidente del partito c’era stata proprio la questione di Zuma, le accuse di corruzione e l’immagine che ne dava al Sudafrica. Con questa premessa, è stato un gioco da ragazzi per Ramaphosa guadagnare la leadership con un programma che prevedeva anche il ricambio della presidenza. Meno credibile naturalmente la moglie di Zuma.

La scelta di chiedere le dimissioni di Zuma (per il bene del Paese hanno spiegato dall’Anc), è stata presa dopo una discussione esauriente che ha affrontato le conseguenze per il Paese e per la funzionalità e credibilità del governo.

Nessuna mozione di censura per il momento, anche se probabilmente ne sarà presentata una prossimamente. La decisione dell’Anc non è vincolante per il Capo dello Stato sudafricano e ora spetta a lui decidere.

Si è voluto lasciare in questo modo una porta aperta al presidente sudafricano perché se ne vada da solo evitando di dargli una spallata. Se Zuma non lascia, la spallata arriverà con la mozione di censura.

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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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