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Erdogan in Italia: cinque cose che Roma deve richiedere alla Turchia

Il presidente della Turchia in visita a Roma per incontrare il Papa, il premier Gentiloni e il presidente Mattarella. Cosa dovrebbe chiedere il governo italiano in cambio dell'appoggio a entrare nell'Ue.

Cinque cose che l'Italia dovrebbe richiedere a Erdogan per entrare nell'Ue Cinque cose che l'Italia dovrebbe richiedere a Erdogan per entrare nell'Ue

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan arriva in Italia per incontrare Papa Francesco, il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Gli obiettivi politici della sua visita emergono nell’intervista che ha rilasciato al quotidiano La Stampa, a cui rimandiamo.

C’è un passaggio però che supera il grottesco e il paradosso. Soprattutto se si pensa alle violazioni di diritti umani, alla mancanza di percorsi democratici di cui ne è stato un esempio il referendum dello scorso anno, della soppressione delle libertà fondamentali come nel caso dei giornalisti e media anti-governativi.

Ecco a cosa ci riferiamo:

Per mantenere pace e stabilità servono processi politici inclusivi, unità politica delle nazioni e loro integrità territoriale. Riguardo al sostegno per le richieste di democrazia bisogna adottare un approccio basato su principi, senza discriminare singoli Stati o regioni.

Erdogan

Come ha detto l’ex-ambasciatore Sergio Romano in un’intervista rilasciata questa sera al Tg2, il presidente turco è una figura imbarazzante per l’Italia.

Dal servizio de La Stampa emerge che la mission del presidente turco nella sua visita prima italiana e poi europea sarà quella di rilanciare con forza la richiesta di adesione all’Unione Europea. E poi chiederà aiuto sulla questione di Gerusalemme, della quale parlerà ampiamente con Papa Francesco.

L’Italia, che dell’Ue è un partner fondatore e fondamentale, potrebbe giocare una partita diplomatica interessante. Premesso che come magazine abbiamo sempre sostenuto il no all’ingresso turco nell’Ue, Roma potrebbe però chiedere alcune condizioni essenziali per dare il proprio sostegno a Ankara. Specificando però che non si garantisce il buon esito dell’attività diplomatica perché molto dipende anche dalla posizione degli altri Paesi europei.

Ecco quelle che sono le cinque cose che Roma dovrebbe richiedere al presidente Erdogan:

  1. Cooperazione nel Mediterraneo, soprattutto sulla questione libica. Il presidente turco all’interno della conferenza per la cooperazione islamica potrebbe trovare un accordo con le parti libiche per frenare i processi migratori e collaborare con le autorità europee. Alla Turchia si può chiedere la collaborazione e apertura sui gasdotti e le pipeline energetiche fondamentali.
  2. Rispetto diritti umani e libertà fondamentali di una democrazia. Roma potrebbe mettere il presidente turco davanti alla questione delle ripetute violazioni di diritti umani. Come nel caso della dura repressione dopo il golpe del luglio 2016. Inoltre, andrebbe richiesto conto a Erdogan sulle migliaia di arresti tra giornalisti e intellettuali che hanno criticato il governo turco e sui media non amici che sono stati chiusi. Il governo italiano dovrebbe porre la condizione di liberare gli arrestati per la loro opinione e la riapertura delle testate giornalistiche. Inoltre esigere processi realmente democratici per i detenuti del golpe di luglio.
  3. Rispetto dei principi democratici. Un Paese che chiede di entrare nell’Ue deve dimostrare di avere compiuto la propria maturazione democratica. Può essere vero per la Turchia di Erdogan? In un Paese dove le elezioni sembrano manovrate dalla regia governativa, dove con un referendum- vero colpo di mano dell’entourage del presidente- è stato compiuto un passo in più verso l’autoritarismo, diventa difficile parlare di processi compiuti di democrazia. Roma chieda a Erdogan un percorso di riforme che parta veramente dal basso come dice egli stesso nella frase dell’intervista a La Stampa che abbiamo riportato sopra. E soprattutto un vero multi-partitismo e non solo di facciata.
  4. Ruolo Turchia nell’area mediorientale e rapporti con la Russia. A Erdogan sta a cuore la questione di Gerusalemme. Lo strappo di Trump che ha riconosciuto la città santa come capitale di Israele ha scompaginato gli equilibri mediorientali. Il leader turco potrebbe lavorare per rilanciare il processo dei Due Stati e condividere con l’Europa una soluzione congiunta su Gerusalemme. Le condizioni ci sarebbero. Inoltre, la Turchia potrebbe giocare un ruolo nella regione del Golfo. Il suo principale alleato è il Qatar, di recente non ben visto dai Paesi sunniti dell’area. Roma dovrebbe chiedere a Erdogan un impegno a mantenere stabilità nella regione del Golfo con una strategia da condividere con l’Ue. Infine, Roma dovrebbe chiedere a Erdogan una collaborazione nell’area dell’Europa orientale grazie ai suoi rapporti con Vladimir Putin. Ankara potrebbe diventare un ponte di collegamento tra Ue, Nato e Russia. Inoltre va chiesto al presidente turco che se dovesse entrare ufficialmente nell’Ue e essendo un membro della Nato non può tenere i piedi in due scarpe.
  5. Curdi. E’ il caso di chiedere conto a Erdogan della questione curda. Le truppe turche hanno lanciato di recente la campagna militare contro i curdi a Afrin in Siria. Terroristi secondo il governo di Ankara. Azioni di questo genere vanno concordate nell’ambito di una strategia internazionale per evitare pasticci politici. I curdi sono alleati degli Usa per combattere l’Isis, e la Turchia è alleata degli Usa nella Nato. L’unilateralismo nelle crisi internazionali, nel caso di ingresso nell’Ue, va frenato. E Roma dovrebbe farlo presente a Erdogan. Sui curdi c’è poi la partita di uno Stato curdo. L’Italia dovrebbe chiedere il rispetto per un Kurdistan indipendente come era stato prospettato con il referendum dello scorso anno.
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Informazioni su Redazione ()
Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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