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Il giorno di Trump a Davos: libero commercio ma non troppo

Scontro economico Usa Europa su protezionismo

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Al Forum Economico Internazionale di Davos è il giorno di Donald Trump. Il presidente Usa ha parlato davanti a una platea non troppo entusiasta che ha stancamente applaudito sul discorso del Capo della Casa Bianca.

L’intervento atteso di Donald Trump può sintetizzarsi nella formula: sì al commercio internazionale ma non troppo.

Il Capo di Stato Usa ha messo in evidenza come l’America sia aperta alle imprese e alla competitività. E ha messo in luce che sotto la sua presidenza gli Stati Uniti hanno creato 7000 miliardi di ricchezza.

Ciò che l’America non è più disposta a tollerare, ha spiegato, sono le pratiche scorrette del commercio internazionale. Trump ha anche invitato gli altri Paesi a fare come lui. Mettere il proprio Stato al primo posto (America First), per proteggere i propri interessi e poi aprirsi al libero commercio. Senza però tollerare le pratiche scorrette.

Al Forum Economico di Davos si consuma lo scontro economico sul protezionismo. Dopo l’annuncio di Trump di aumentare del 30% i dazi su pannelli solari e lavatrici, tra le nevi della città svizzera si scaldano i motori su quello che sarà il leit-motiv economico di quest’anno: la distanza tra Usa-Europa, o meglio dire resto del mondo, sul ritorno o meno al protezionismo.

A Davos è stato l’Europa day. Hanno partecipato la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente francese Emmanuel Macron e altri leader europei. Tutti hanno parlato di libero commercio, di globalizzazione, di necessità a un approccio multilaterale per risolvere i problemi economici del mondo. Una serie di interventi tutti rivolti contro il presidente Usa Donald Trump e la sua visione protezionista.

A dare man forte ai leader europei, sono intervenuti il giorno prima anche il premier canadese Justin Trudeau e il primo ministro indiano Nerenda Modi, che hanno parlato della necessità di un commercio libero dai dazi doganali.

Anche Donald Trump parlerà a Davos. Il suo atteso intervento farà discutere dividendo il mondo dell’economia tra sostenitori e critici del protezionismo. E aprirà ufficialmente lo scontro economico tra Stati Uniti e Europa. Nello stesso giorno di Trump interverrà anche il primo ministro britannico Tehersa May. Scopriremo in quell’occasione come Londra si posiziona sulla questione protezionismo sì o no.

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Informazioni su Redazione ()
Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su Il giorno di Trump a Davos: libero commercio ma non troppo

  1. mi stupisce questa virata protezionista dei Repubblicani da sempre per un mercato libero (non dimentichiamo che lo scontro fra protezionismo Repubblicano al Nord e Liberismo Democratico al Sud scatenò la Guerra di Secessione)probabilmente le cose cambiano anche da loro. Gli interessi del Consumo e dell’ Industria divergono da sempre e ovunque. Al consumo fa bene avere prodotti sempre più accessibili mentre l’industria è vincolata ai costi di produzione. Mi stupisce anche l’ondata anti-protezionistica di questa Europa che non ha esitato un attimo a emettere sanzioni verso la Repubblica Russa mettendo in crisi molte industrie europee, dall’alimentare italiana all’automobilistica tedesca. evidentemente ol protezionismo altrui irrita maggiormente di quello nostrano

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