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Il mondo e le imprese nel 2018

Un convegno in Assolombarda affronta il tema dell'internalizzazione delle imprese italiane.

Il mondo e le imprese nel 2018 Mondo e imprese nel 2018: un momento del convegno organizzato da Assolombarda e Ispi. Da sinistra Marco Alverà (Snam), Pietro Salini (Impregilo), Alessandro Marenzi (Sky Tg24), Pietro Modiano (Sea), Claudio Marenzi (Confindustria moda)

Assolombarda e Ispi insieme per confrontarsi sull’internalizzazione delle imprese italiane. Il convegno è stato organizzato lo scorso 18 gennaio nella sede milanese di Assolombarda-Confindustria. Sono intervenuti autorevoli esponenti del mondo dell’economia, dell’impresa e della politica.

Carlo Bonomi (presidente Assolombarda)

A aprire i lavori è il presidente dell’associazione di categoria lombarda. Nella sua riflessione, Bonomi si sofferma sui rischi per le imprese italiane e sul quadro economico attuale.

Ecco in sintesi i principali passaggi del suo intervento:

  • In Italia e nel mondo esiste ancora uno stato di incertezza per l’impresa italiana. In Europa i segnali di ripresa si sono visti ma ancora pochi rispetto all’economia degli Stati Uniti che invece sta volando in alto con la presidenza di Donald Trump. A trainare maggiormente l’economia Usa è la proposta del presidente di abbassare di 14 punti le tasse negli Stati Uniti.
  • L’Italia sembra ancora troppo assente dai giochi europei, una figura di secondo piano. L’asse franco-tedesco rafforzato dall’entente cordiale Macron-Merkel deciderà il futuro dell’Unione Europea. Ma l’Italia è purtroppo esclusa da questi tavoli decisionali. Confindustria ha fatto un lavoro importante a livello europeo, rilanciando il ruolo italiano. Lo ha fatto stringendo relazioni più solide con il mondo imprenditoriale europeo, mostrando che le imprese vogliono e stanno facendo l’Europa.
  • L’appuntamento elettorale del 4 marzo pone l’interrogativo di sapere cosa succederà dopo.  Sicuramente c’è un problema di finanza pubblica che il futuro governo dovrà affrontare. Il tema al centro del dibattito è quello del rapporto deficit/Pil, un rapporto che deve essere rivisto e portato in Europa. Perché l’Italia ha bisogno di crescere ben oltre il 2% in modo da avere ricadute positive in termini di equità sociale, di creazione di posti lavoro e garanzie sociali.
Mondo e Imprese 2018

Il mondo e le imprese nel 2018: da sinistra Beniamino Quintieri (Sace), Paolo Magri (Ispi), Francesco Daveri (Bocconi)

Francesco Daveri (professore di Economia-Università Bocconi)

Il professore della prestigiosa università milanese ha fatto un’analisi sullo stato dell’economia mondiale:

  • Il Pil mondiale è in continua crescita. Il 3,4% nel 2017. La crescita del Pil è in linea con i dati annuali del Fondo Monetario Internazionale che confermano negli ultimi 50 anni una crescita continua della ricchezza mondiale. Unico anno nero il 2009 dove la crescita fu pari a 0;
  • Gli Stati Uniti stanno accelerando sulla crescita economica. Nel 2017 è stata del 2,1%, un dato che rispecchia il trend americano degli anni passati. E’ una crescita maggiore di quella dell’Europa. Nell’eurozona cresce solo la Germania (2%). Nei Paesi emergenti si assiste a una tenuta di Cina e India, mentre la novità è la ripresa di Russia e Brasile;
  • Da cosa dipende la crescita economica? Non è creata dall’inflazione, che rimane stabile (calcolata al netto dei prezzi di energia e beni di consumo). Chi sta trainando l’economia mondiale in questo momento è il settore petrolifero. L’inflazione è stabile perché sono stabili i salari;
  • Minacce al quadro positivo attuale. I pericoli possono arrivare dai seguenti fattori: inflazione dei mercati finanziari (con Trump ad esempio il Dow Jones è arrivato al 34,4%); Banca Centrale Europea (Bce) se cambia la linea seguita da Mario Draghi del quale scade il mandato nel 2019;
  • Un punto importante sono i costi da instabilità politica. Una ricerca ha mostrato che le aziende riducono gli investimenti in prossimità delle elezioni che fanno presupporre instabilità.

Paolo Magri (Direttore Ispi- Istituto Studi Politica Internazionale)

Il direttore Ispi ha illustrato la recente indagine dell’Istituto che dirige sulle prospettive e i rischi globali. Per gli approfondimenti si può leggere il rapporto, che fotografa bene lo stato di salute delle diverse aeree del mondo.

Beniamino Quintieri (Presidente Sace)

Per il presidente Sace il commercio mondiale sta crescendo più del Pil mondiale. E’ un segnale positivo per il commercio e gli investimenti delle imprese. Il problema attuale è che si sono ridotte le relazioni tra le “catene globali del valore”, vale a dire i rapporti tra Stati lontani su continenti diversi. L’Europa commercia di più all’interno della propria are economica anziché con altri continenti. A questa incognita si aggiunge anche il ritorno al protezionismo trainato dall’America di Trump.

Tavola rotonda: Marco Alverà (Snam), Pietro Modiano (Sea), Claudio Marenzi (Confindustria moda e sistema moda Italia), Pietro Salini (Impregilo)

Dal confronto con alti dirigenti di alcune imprese di eccellenza italiane sono emerse le criticità ma anche gli aspetti positivi dell’import-export nazionale, delle problematiche degli asset strategici, delle strategie nazionali.

Giampiero Massolo (presidente Ispi) e Enrico Letta (Paris School of international affairs)

Il presidente dell’Ispi ha introdotto l’ex-presidente del Consiglio presentando le questioni di carattere globale e europeo emerse nella mattinata. Letta ha fatto la sua relazione conclusiva analizzando i problemi del futuro europeo e globale. Ecco il suo intervento.

 

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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