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Cinque cose da sapere sull’attacco turco in Siria

Turchia lancia campagna militare contro i curdi in Siria. Aerei e truppe su Afrin. Tensione con Usa e Siria. Russia in allerta. 

Turchia attacca Afrin in Siria cinque cose da sapere Esercito turco entra in Siria per combattere i curdi a Afrin. Come hanno reagito Russia, Usa e Siria di Assad

Truppe di terra della Turchia hanno attraversato la frontiera siriana dirette verso la città di Afrin, nella Siria nord-occidentale, controllata dai curdi dell’Ypg. La campagna militare è condotta con aerei e forze di terra. Perché la Turchia attacca i curdi e quali reazioni internazionali scatena il suo intervento? Cerchiamo di capirlo in cinque punti.

  1. La Turchia ha dimostrato più volte di non gradire vicino ai suoi confini la presenza di zone controllate dai curdi. Erdogan è intervenuto anche sul referendum che apriva la strada a un possibile stato curdo. I turchi non hanno mai accettato l’alleanza degli Usa con i miliziani del’Ypg (Unità per la protezione del popolo curdo di Siria), considerati a Ankara un braccio del Pkk (Partito Comunista dei Lavoratori) e bollati come terroristi. Nella concezione turca, l’operazione militare è percepita come un’azione contro il terrorismo. Per ora la Turchia ha spiegato che il suo piano è quello di creare una zona di sicurezza lunga 30 km dentro il territorio siriano.
  2. Usa. La mossa turca rischia di riaccendere la tensione con gli Stati Uniti. Washington ha appoggiato sempre le milizie del Ypg per combattere i jihadisti dell’Isis. Ypg è anche alleato con le milizie arabe del Fronte Democratico Siriano (Sdf). L’alleanza Sdf-Ypg è appoggiata dagli Usa. I miliziani di entrambe le formazioni hanno fatto sapere di non avere altra scelta che combattere. Per la Casa Bianca è un bel grattacapo perché non bastavano le tensioni già forti con Erdogan. Ora arriva anche il rischio di dover scegliere una posizione tra i due suoi alleati: gli arabo-curdi da una parte e la Turchia, che è membro della Nato, dall’altra.
  3. Russia. Mosca guarda con attenzione agli eventi e sta in allerta. Il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha detto di seguire la vicenda e auspica che la Turchia si fermi quanto prima. Il Cremlino ha fatto sapere che Lavrov e il Segretario di Stato Usa Tillerson hanno discusso insieme misure per riportare stabilità nel nord della Siria. Ma la mossa turca ora rende tutto più difficile. Anche la Russia vive una situazione simile a quella degli Stati Uniti. Perché ha buone relazioni sia con la Turchia sia con la Siria di Assad, dura con l’aggressione turca.
  4. Siria di Damasco. Il governo di Bachar al-Assad mostra irritazione per l’attacco turco. Damasco accusa Erdogan di avere violato la sua integrità territoriale. La Turchia si difende dicendo di avere informato il governo Assad prima dell’intervento e comunque di volere solo creare una zona cuscinetto di sicurezza. Ora, a Damasco si teme l’apertura di un nuovo fronte di guerra oltre a quelli già esistenti sul territorio siriano.
  5. Ribelli pro-Turchia. L’esercito turco non è da solo nella campagna anti-curda. A sostenerlo ci sono i miliziani dell’Esercito Libero Siriano. I ribelli filo-turchi al regime di Damasco si sono spostati verso la città di Afrin per combattere i curdi e le loro roccaforti siriane. Quello che si profila è uno scontro tra arabo-curdi filo Usa e arabi filo-turchi, oltre a una guerra per procura Stati Uniti-Turchia.
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Magazine di politica estera e attualità internazionale. Approfondisce i temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

2 Commenti su Cinque cose da sapere sull’attacco turco in Siria

  1. Dispiace l’incontrastata aggressione turca alla sovranità di Damasco ed al popolo curdo – siriano.Mi sembra auspicabile che il governo di Damasco e la Russia,suo principale alleato,intervengano energicamente e concretamente per porvi fine al più presto.Nel frattempo non rimane che augurare successo alla difesa dei curdi – siriani,assai meritevoli per il valido apporto dato alla guerra all’Isis.
    Nearco7

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  2. Grazie del commento. Stiamo cercando di comprendere lo sviluppo degli avvenimenti, non tanto militari quanto diplomatici.

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  1. Erdogan dal Papa: le cose che sappiamo sull’incontro – Notiziario Estero

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