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Letta: “Ue è diventata costruzione politica mortale”

L'ex-presidente del Consiglio fa un'analisi interessante dell'Unione Europea e definisce pesante l'ultimo biennio Ue. 

Letta Ue diventata costruzione politica mortale L'ex-presidente del Consiglio Enrico Letta al convegno Ispi Assolombarda insieme al presidente Ispi e Fincantieri Giampiero Massolo

L’Ue è diventata una costruzione politica mortale nell’ultimo biennio, che si è rivelato un periodo pesante per l’Unione. Lo ha detto l’ex-presidente del Consiglio Enrico Letta al convegno promosso da Ispi e Assolombarda: Il mondo nel 2018, opportunità e rischi per le imprese italiane.

La riflessione di Letta sul biennio nero dell’Ue comincia con Brexit e il suo impatto globale. Quando Londra fece il suo ingresso nella Comunità Economica Europea nel 1973, il mondo si convinse che il progetto comunitario stava funzionando e aveva un futuro. Allo stesso modo, riflette Letta, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue lancia al mondo il messaggio opposto: l’Ue non funziona e rischia di non avere futuro. Brexit ha avuto un impatto globale (in Asia in particolare).

A rendere difficili le cose poi c’è stata l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, le elezioni tedesche che hanno creato una situazione di stallo, la novità politica di Macron, ma anche il governo di destra austriaco, i problemi con i Paesi dell’Europa dell’est, Ungheria e Polonia in particolare.

A inizio 2018 c’è da capire cosa succederà all’Ue. Il bivio sarà rappresentato dall’esito del percorso governativo tedesco. Se i tedeschi faranno e come faranno il governo si vedranno molte cose.

Il punto di svolta per l’Ue sarà il 2019. E’ qui che si rischia lo scontro politico tra i Paesi europei. Nel 2019 ci sono due appuntamenti fondamentali per l’Ue. Il voto per rinnovare il Parlamento Europeo e la scadenza del mandato di Mario Draghi da governatore della Banca Centrale Europea. Molto probabilmente, dice Letta, nel 2019 finirà il bipolarismo tra conservatori e progressisti che ha contraddistinto finora l’Ue. E non solo per l’emergere di nuove forze. Ma soprattutto perché è sempre più difficile la convivenza all’interno dello stesso schieramento. Basti pensare alla coabitazione nella stessa casa della Merkel con l’ungherese Orban.

L’ex-presidente del Consiglio passa poi a rappresentare quelle che sono per lui le riforme necessarie di cui ha bisogno l’Ue per sopravvivere. Tutto ruota sul riportare la fiducia tra le famiglie e le imprese.

Riparare il tetto. Partendo da questa espressione di John F. Kennedy, Letta sottolinea l’importanza di fare quelle riforme in grado di ristrutturare il tetto dell’Ue finché c’è ancora tempo per farlo. Le riforme servono a contrastare le crisi esogene che arrivano da lontano. Ne è stato un esempio la grande crisi economica che ha piegato il mondo e l’Ue tra il 2008 e il 2013. Bisogna in sostanza essere pronti e avere gli strumenti per reagire davanti alle crisi che arrivano dall’esterno.

Bilancio Ue 2019-2028. Occorre attivarsi per avviare il percorso che porta al bilancio tenendo conto la complessità che ci sarà dopo il 2019. Senza la Gran Bretagna, il bilancio Ue avrà un 11% in meno. Un dato che pesa molto e che deve fare riflettere.

Meccanismo della fiscalità. Va rivisto tutto l’impianto fiscale europeo. In questo modo non si può andare avanti. La riforma del meccanismo fiscale è necessario a imprese e mondo del lavoro.

Cultura. Occorre ridare la centralità alla cultura in Europa. La cultura può davvero diventare un volano dell’economia e un ambito di investimento.

Revisione istituzionale dell’Ue. E’ opportuno lasciare perdere per ora i discorsi sui meccanismi istituzionali delle istituzioni europee: Europa a due velocità, cooperazione rafforzata. Molto meglio una strada come quella delle geometrie variabili che stanno provando Macron e Merkel. I due leader si incontreranno prossimamente e ragioneranno sull’Europa del futuro per proporla nel Consiglio Europeo. Invece, parlare di cooperazione rafforzata con i trattati vigenti è un’illusione.

Donald TrumpLa vera sfida che Trump ha lanciato all’Ue è sul commercio internazionale. Il presidente Usa parte dal presupposto che gli Stati Uniti consumano più di quello che producono, mentre l’Ue produce più di quello che consuma. L’Europa insomma per stare in piedi ha bisogno di produrre più di quello che le serve. Per questo il ritorno al protezionismo paventato da Trump mette in pericolo l’economia europea. Il protezionismo in mano a Trump, è per Letta un’arma pericolosa per l’Europa.

 

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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