Russia annuncia ritiro dalla Siria

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Prevista una riduzione del contingente militare entro l’anno. Putin lo aveva già promesso nel 2016. 

La Russia annuncia, per la seconda volta, l’intenzione di ridurre il suo contingente militare dalla Siria. A fare l’annuncio è stato Nikolai Patrushev, il segretario del Consiglio di Sicurezza russo. Patrushev non ha presentato un calendario del ritiro dei militari russi. “Si farà quando siamo pronti“, ha spiegato.

Le sue parole seguono quelle di Vladimir Putin a Soci la scorsa settimana. Il presidente russo aveva detto al suo omologo siriano Bachar al-Assad che l’operazione militare in Siria sta per concludersi.

Putin aveva già parlato di ridurre la presenza militare sul territorio siriano il 14 marzo 2016. Il capo del Cremlino aveva dichiarato a sorpresa che una buona parte del contingente russo avrebbe iniziato a ritirarsi. E aveva ordinato ai diplomatici russi di aumentare gli sforzi per il percorso di pace in Siria. Era il momento in cui si intensificavano gli sforzi dell’Onu per un negoziato tra la delegazione di Damasco e le opposizioni al presidente siriano Assad.

Oltre un anno e mezzo dopo, Putin rilancia la proposta e addirittura convince Assad a partecipare al tavolo di Ginevra, convocato dall’Onu e attualmente in corso. Una delegazione di Damasco ha incontrato lo scorso 29 novembre nella città svizzera l’inviato Onu Staffan de Mistura. L’incontro è avvenuto grazie alla pressione russa su Assad, intenzionato fino a quel momento a non partecipare ai colloqui.

L’annuncio di una riduzione militare questa volta appare verosimile. Dopo aver incontrato i presidenti di Iran e Turchia, Putin vuole promuovere nel 2018 una Conferenza per il dialogo in Siria a cui invitare tutte le parti del conflitto siriano. La ritirata militare russa coinciderebbe con questo percorso negoziale promosso da Mosca. Il ruolo diplomatico il Cremlino se lo è costruito già durante gli incontri di Astana, nel Kazhakistan. I diplomatici russi hanno spinto per fare incontrare delegati di Assad e dell’opposizione per stabilire quattro zone di “neutre” in Siria.

Lo scorso 23 novembre, il capo dello Stato Maggiore russo, Valeri Guerasimov, aveva detto che entro la fine dell’anno il numero dei militari russi sarebbe stato ridotto. La Russia ha in Siria la base aerea di Hmeymim, e quella navale militare di Tartus. La scorsa settimana Putin ha dichiarato che Assad ora controlla il 98% del territorio siriano. Una riconquista notevole.

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