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Usa-Corea del Nord: guerra più vicina

Venti di guerra nella penisola coreana

La Russia accusa gli Stati Uniti: vogliono provocare la reazione nordcoreana. Cina: abbandonare opzione militare

Usa Corea del Nord guerra vicina Duello a distanza tra Trump e Kim Jong-un. Stati Uniti: guerra sempre più vicina

“Ora la guerra è più vicina”. Con lo stile pragmatico che contraddistingue i diplomatici americani, l’ambasciatrice all’Onu Nikky Haley ha sintetizzato la situazione al Consiglio di Sicurezza dopo il lancio del missile balistico intercontinentale nordcoreano.

La diplomatica degli Stati Uniti non si è limitata solo a questo. Ha rincarato la dose affermando che l’ultimo test missilistico della Corea del Nord “è un’azione che avvicina il mondo alla guerra, non lo allontana”. E se ci sarà una guerra, ha aggiunto la Haley, “la Corea del Nord sarà completamente distrutta”. Ha poi invitato tutti i Paesi a sospendere le proprie relazioni con Pyongyang, a isolare il regime di Kim Jong-un e applicare le sanzioni economiche.

Intanto, nel dibattito è intervenuto il presidente Usa Donald Trump interrompendo il silenzio che aveva mantenuto finora. Dal Missouri, il capo della Casa Bianca ha definito Kim un “cagnolino malato”. E per tutto l’intervento, Trump ha chiamato Kim “il piccolo uomo missile”, una definizione che continua a ripetere in ogni occasione.

L’attacco verbale del presidente americano potrebbe fare alimentare il duello a distanza di insulti e offese reciproche tra Trump e Kim, una querrelle che dura da tempo. L’uscita di Trump rischia sopratutto di mandare a monte tutto il lavoro del segretario di Stato Rex Tillerson, che da mesi tenta di aprire un canale diplomatico con Pyongyang.

Non è escluso che il presidente Usa voglia proprio mettere in difficoltà il suo segretario di Stato. Non è un mistero che il capo della Casa Bianca e quello del Dipartimento di Stato viaggiano su due linee d’onda diverse riguardo alla politica estera americana. La BBC oggi riporta un servizio in cui scrive di una possibile sostituzione di Rex Tillerson con il capo della Cia Mike Pompeo.

La Cina è intervenuta dopo le parole dell’ambasciatrice Haley, esprimendo profonda preoccupazione per il lancio del missile balistico intercontinentale nordcoreano. Secondo Pechino l’opzione militare non è percorribile e l’unica soluzione è quella politica, con il dialogo e la consultazioni. Solo così si può riportare stabilità e prospettive di pace nella penisola coreana.

La Russia invece ha accusato gli Stati Uniti di provocare la Corea del Nord per spingerla a completare il suo programma nucleare e avere il pretesto per scatenare una guerra. Il Cremlino, attraverso il suo ministro degli esteri Sergej Lavrov, ha anche rifiutato l’invito della diplomazia Usa a isolare Pyongyang e a applicare le sanzioni economiche.


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