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Trump vuole sostituire Rex Tillerson?

Le rotazioni di Trump. Ora tocca al segretario di stato?

Trump vuole sostituire Tillerson Rex Tillerson e Donald Trump a Washington durante una conferenza stampa

A Washington i rumors su una sostituzione del Segretario di Stato si fanno più insistenti. Comincia a parlarne anche la stampa americana e internazionale. Il New York Times lo scrive sull’edizione odierna. Ne parla pure Vanity Fair. L’autorevole Associated Press cita anche fonti ufficiali del governo Usa. La Casa Bianca intanto dice che i rumor non sono veri: Rex Tillerson rimane al suo posto.

La sostituzione di Tillerson non sarebbe niente di nuovo per un’amministrazione come quella di Donald Trump che in meno di un anno di mandato ha già cambiato diversi esponenti del suo governo. Secondo le indiscrezioni filtrate dalla stampa Usa, Trump starebbe pensando al capo della Cia Mike Pompeo come suo sostituto.

Ciò che stupisce nella vicenda Tillerson, se mai diventerà una vicenda, è che si va a sostituire una figura strategica nella politica Usa nel mondo. E’ il segretario di stato, forse più del presidente, quello che viaggiando per il mondo dà la maggiore riconoscibilità all’amministrazione degli Stati Uniti.

Certo i momenti di attrito e di differenze dei punti di vista ci sono. Ma quasi mai nessun presidente è arrivato al punto di sostituire a mandato ancora in corso la sua figura più di fiducia.

Anche tra Trump e Tillerson i rapporti appaiono freddi al di là delle frasi di circostanza. La vision diplomatica del segretario di stato è al polo opposto di quella di Trump. Sulla questione coreana, sull’Iran e sull’Europa (come dimostrato nel suo intervento al Wilson Center di Washington), Tillerson vuole giocare la carta diplomatica usando dialogo e consultazioni. Trump è per la linea più dura in Corea del Nord e verso l’Iran, mentre vede l’Europa un continente lontano che non aiuta l’America, ma anzi le fa concorrenza commerciale.

Questa contrapposizione di vedute prima o poi deve emergere e scoppiare. La sostituzione di Tillerson però sarà difficile da giustificare per Trump. Qui si tratta di mandare a casa la figura più potente degli Stati Uniti dopo il presidente. Una figura scelta da Trump stesso. Una sua sostituzione indebolirebbe l’immagine e la credibilità più di quanto già si è ridotta al tempo del presidente Trump. A farne le spese sarà soprattutto l’idea di stabilità e tenuta della democrazia Usa. Con tutte le conseguenze a livello internazionale e anche economico-finanziario.

Ovidio Diamanti

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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