Turchia-Russia: l'accordo sui missili che fa infuriare la Nato

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La Turchia ha firmato un accordo con la Russia per dotare l’esercito di Ankara con i missili antiaerei russi S-400.

L’accordo turco-russo sui missili anti-aerei irrita la Nato. Il presidente Recep Tayyp Erdogan ha firmato un trattato con la Russia di Vladimir Putin per dotare le forze armate turche dei potenti missili russi antiaerei S-400.

Erdogan ha fatto sapere che il governo turco ha già versato la quota prevista dall’accordo, circa 2,5 miliardi di dollari. I missili hanno un raggio di azione di circa 400 km e possono puntare e sparare su 80 obiettivi contemporaneamente.

La notizia sarebbe di poco rilievo se non fosse che la Turchia è membro della Nato e possiede il secondo esercito più numeroso dell’Alleanza Atlantica. Inoltre, l’adesione alla Nato obbliga i Paesi membri a acquistare armamenti compatibili con i sistemi della Nato.

L’accordo turco-russo assume un significato politico di grande portata. Perché sancisce i legami sempre più stretti tra Mosca e Ankara. E allontana sempre più la Turchia dal resto della Nato, soprattutto dopo il contrasto politico con gli Stati Uniti.

Il governo turco, infatti, ha sempre contestato il sostegno militare da parte di Washington ai ribelli curdo-siriani del Ypg, che Ankara ritiene collegati ai ribelli curdi operativi in Turchia e bollati come terroristi.

L’accordo tra Russia e Turchia ha fatto irritare la Nato. Al quartiere generale di Bruxelles, non è passato inosservato il balletto dell’ultimo anno condotto da Ankara con il ballerino russo.

Inevitabilmente, il patto sui missili è visto tra i Paesi “atlantici” come un ulteriore segnale dell’allontanamento della Turchia dalla Nato e un passo in più nella direzione di Mosca. L’allineamento tra i due Paesi è ormai compiuto, e gli strateghi Nato dovrebbero pensare a come espellere Ankara dall’Alleanza militare.

A conferma di questo è sufficiente citare una dichiarazione rilasciata alla BBC da uno stretto consigliere di Putin, Vladimir Kozhin: “Il contratto per i missili S-400 è strettamente compatibile con i nostri interessi strategici”. Se non è una dichiarazione di interesse russo a “spaccare” la Nato poco ci manca.

Ma l’accordo turco-russo è anche un segnale implicito del rifiuto di Ankara a stare nella Nato. La Turchia, proviamo a interpretare, si rivolge alla Russia proprio dopo che Germania e Stati Uniti avevano ritirato le batterie di missili da difesa Patriot.

A ciò si aggiunge che la Turchia è a sua volta irritata per il rifiuto Usa di estradare Fethullah Gulen considerato dal governo di Erdogan il terrorista con la regia del fallito golpe di luglio 2016.

Diciamocelo francamente: è ora che Erdogan e la Turchia escano dalla Nato.

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