I venti di guerra in Corea fanno correre oro e criptovalute

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La tensione internazionale che si respira attorno alla Corea ha spaventato tutte la maggiori cancellerie mondiali e in molto temono già che si stia preparando una nuova guerra dalle conseguenze disastrose per tutti.
Nonostante tutti gli appelli al dialogo e alla cessazione degli esperimenti nucleari e missilistici, il giovane leader di Pyongyang non ha finora nessuna intenzione di rinunciare alle sue ambizioni militari e ha già fatto sapere che continuerà a provare e riprovare vettori sempre più sofisticati in grado anche di colpire la costa ovest degli Stati Uniti.
I bellicosi intenti di Kim Jong Un hanno ovviamente spaventato anche i mercati finanziari e gli effetti si sono visti con immediati ribassi delle Borse che almeno per un po’ scoraggeranno nuovi investimenti. Gli unici a beneficiare della situazione di tensione sono i beni rifugio come i metalli preziosi, in particolare l’oro, e le criptovalute, le nuove valute digitali che stanno prendendo sempre più piede nell’alta finanza.
Come sempre quando il mondo attraversa una fase di crisi geopolitica e quando il rischio di una guerra sembra più vicino tutti gli investitori, sia a livello amatoriale sia i traders professionisti, si avvicinano a quei beni che in caso di conflitto possono garantire comunque una buona rendita e limitare i danni.
Quasi tutti in questi casi scommettono su metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio che sono sempre indispensabili perché usati nella costruzione dei più sofisticati device tacnologici sia civili che militari. Questi metalli costituiscono inoltre una ottima riserva di valore in caso di conflitto perché il loro valore aumenta proprio quando l’economia tradizionale soffre.
Un capitolo a parte meritano le criptovalute, nuove ma molto dinamiche e capaci di adattarsi benissimo ad ogni situazione economica, anche alle crisi più dure, e questo le rende ideali in caso di conflitto perché assorbono i colpi bassi del mercato molto meglio delle valute tradizionali e soprattutto non si svalutano,
cosa che invece accade alle monete tradizionali. Se già nei giorni scorsi il Bitcoin aveva raggiunto quotazioni da record, con l’attuale tensione legata alla crisi nordcoreana sono attesi nuovi picchi.

Valeria Fraquelli

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