Julie Mehretu, l'artista che conquista New York

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Nata in Etiopia ma cresciuta nel Michigan, Julie Mehretu è l’artista di punta della scena newyorchese.Usa una chiesa di New York come suo studio e ha l’incarico di realizzare due opere di grandi dimensioni. E’ il nuovo importante lavoro per la pittrice Julie Mehretu, artista di punta della scena newyorchese.

La Mehretu, nata in Etiopia ma cresciuta nel Michigan, è una figura eccentrica. Definisce le sue opere come “gestural abstraction”, astrazione gestuale, un’espressione per indicare che le sue opere cercano di dare un senso al momento che stanno vivendo gli Stati Uniti.

La chiesa in cui lavora si trova a Harlem. Qui, sospesa in aria su ponteggi, lavora alle due grandi tele appese alle pareti opposte della basilica.

L’incarico le è stato commissionato dal Museo di Arte Moderna di San Francisco. La chiesa di Harlem è da 14 mesi lo studio temporaneo dell’artista. Le opere che realizza nella chiesa saranno esposte poi nell’atrio del Museo di San Francisco.

Julie Mehretu ha vinto in passato il premio “genius” della Fondazione MacArthur, un riconoscimento annuale a cittadini americani che hanno dimostrato originalità e dedizione in diversi settori.

E di originalità l’artista ne ha da vendere. I suoi quadri, spesso su tele giganti, contengono un astrattismo che rappresenta la velocità e la frammentazione della vita contemporanea. In particolare, la Mehretu ha sempre caratterizzato i suoi quadri con diaframmi, piani architettonici di arene o città fortificate.

un'opera di Julie Merhetu

Per le opere che sta realizzando nella chiesa di Harlem e da esporre a San Francisco, l’artista ha detto di ispirarsi a pittori del 19° secolo Albert Bierstadt e Frederic Edwin Church. E riproduce immagini recenti degli scontri civili in città come Ferguson e Baltimora.

Nel 2004 le sue opere sono state esposte alla biennale del Whitney, alla Carnegie International di Pittsburgh e alla Biennale di Arte Moderna di San Paolo.

In Italia la Merhetu è poco conosciuta. Non è escluso che nei prossimi anni città come Milano da sempre attenta alla scena artistica internazionale non la scopra e porti una sua esposizione.

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