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Lo strano caso del Sudan senza Isis

Lo strano caso del Sudan. Perché dalla proclamazione dello Stato Islamico il Sudan rimane estraneo ai jihadisti?

Perché all'Isis non interessa il Sudan? Il presidente del Sudan Omar al Bashir

C’è un Paese dell’Africa nord-orientale che non interessa all’Isis. O almeno sembra che lo Stato Islamico non sia interessato. E’ il Sudan del regime di Omar al-Bashir, accusato dal Tribuanale Penale Internazionale di crimini contro l’umanità e genocidio.

Considerato dagli Stati Uniti “Rough State”, Stato Canaglia, fin dai tempi di Bush jr, il Sudan è circondato da Paesi tutti colpiti da terroristi islamici, attivi sui loro territori.

In Sudan però non succedono attentati dell’Isis o di altre forze dell’estremismo islamico. Dal 2014, quando Abu Bakr al-Baghdadi ha proclamato il Califfato, non c’è stato alcun attentato rilevante. Una cosa che avrebbe dovuto insospettire analkisti e osservatori internazionali.

A nord del Sudan c’è l’Egitto. Il Paese è stato più volte colpito da attacchi dell’Isis, soprattutto nell’area del Sinai. L’ultimo è avvenuto lo scorso 7 luglio che ha provocato la morte di 23 militari egiziani e una cinquantina di terroristi.

A nord-ovest c’è la Libia, con una nota situazione di vuoto politico dove l’Isis ha controlla a fatica la città di Sirte.

A occidente del Sudan c’è il quadrilatero di Paesi africani in cui è stato operativo Boko Haram,oggi in crisi. Il movimento jihadista dell’Africa nera ha fatto giuramento di fedeltà allo Stato Islamico nel 2015. I suoi affiliati hanno compiuto sanguinosi attentati e sono attivi in Camerun, Niger, Ciad, Nigeria.

A sudest, nel corno d’Africa, Paesi come Etiopia, Somalia e Kenya devono affrontare l’urto del gruppo jihadista al-Shaabab, affiliato di al-Qaida.

Sul versante orientale, oltre il Mar Rosso, ci sono i Paesi del Golfo al centro del dibattito internazionale sul sostegno o meno ai jihadisti.

In Yemen la guerra civile tra sunniti e Houthi ha visto interferenze e iniziative dell’Isis. In Arabia Saudita sono stati effettuati numerosi arresti di jihadisti dell’Isis. In Iran i miliziani dello Stato Islamico hanno attaccato il Parlamento. Più a nord c’è l’area medio-orientale con tutte le sue implicazioni jihadiste.

Perché quindi il Sudan rimane estraneo alla presenza dello Stato Islamico?

La risposta può essere solo una. Khartum è una centrale strategica dell’Isis, pronta a dare rifugio ai jihadisti e al Califfo qualora sia ancora vivo. Ma anche il vero organizzatore di un disegno internazionale per destabilizzare e estendere la sua influenza in Africa spartendola con altri Paesi che sostengono il jihadismo dell’Isis.

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