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Trump usa l’Iran per avvicinare Israele e Paesi arabi

Il presidente Usa visita Riad e Gerusalemme. Piena sintonia con i leader arabi e israeliani. E usa la linea dura con Teheran.

Il viaggio del presidente Usa Donald Trump in Medio Oriente (e poi Europa) ha prodotto finora scontate dichiarazioni di principio e posizionamenti. Niente di più di quanto già si sapeva.

A Riad, il presidente degli Stati Uniti ha incontrato Re Salman e i leader dei principali Paesi arabi. Trump non ha perso l’occasione per fare capire che l’America sta dalla loro parte. E ha preso una posizione dura sull’Iran, sostenendo che gli Usa non permetteranno mai che Teheran abbia un’arma nucleare.

Gli Stati del Golfo temono l’ascesa regionale della potenza dell’Iran. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha minimizzato l’incontro di Trump con i leader arabi, definendolo uno show a cui dare poca importanza.

L’inquilino della Casa Bianca ha volato poi direttamente alla volta di Tel Aviv. La rotta di Trump ha assunto un valore quasi simbolico. Il dialogo e la convivenza tra arabi e israeliani è oggi possibile, ha spiegato in Israele. Un invito raccolto da Benjamin Netanyahu, premier israeliano, che ha auspicato che un giorno la linea Riad-Tel Aviv possa essere usata senza problemi da israeliani e arabi.

In Israele, Trump ha rincarato la dose contro l’Iran. Tanto che il premier Netahyahu lo ha ringraziato per la linea dura verso Teheran finora mostrata dagli Stati Uniti. Il presidente Usa ha accusato Teheran di sostenere le milizie sciite in Siria ma anche in Iraq e in Yemen.

La strategia di Trump sembra, quindi, essere quella di avvicinare arabi e israeliani usando l’arma iraniana. Una realpolitik di vecchio stampo che si basa sulla logica che il nemico del mio nemico è mio amico.

A questo riguardo, il capo di stato americano ha espresso la volontà degli Stati Uniti a rilanciare con forza il processo di pace in Medio Oriente. “Ci sono le condizioni”, ha detto da Gerusalemme. E non ha fatto riferimenti a portare l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme.

Ciò che Trump non coglie è l’importanza del ruolo dell’Iran nello scacchiere mediorientale. Teheran può diventare l’attore che riporta l’equilibrio sul palcoscenico dove c’erano due soli protagonisti (Arabia Saudita e Israele). Ne è in gioco la stabilità della regione. E con un Iran isolato è difficile immaginare che non cerchi vie di sbocco attorno

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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