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Le cinque cose che ha detto Obama a Milano TuttoFood

L'ex-presidente degli Stati Uniti è intervenuto al Global Food Innovation Summit di Milano. Notiziario Estero era presente in sala. Ecco le cinque cose che ha detto Obama.

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Barack Obama interviene a Milano.

La visita milanese di Barack Obama a Milano si è conclusa con il suo intervento al Global Food Innovation Summit.

L’incontro è avvenuto all’interno di TuttoFood Seeds & Chips, esposizione dell’alimentazione presso la Fiera di Rho Pero a due passi dalla metropoli milanese.

Obama, 44° presidente della storia degli Stati Uniti, si è confrontato con Sam Kass, ex chef della Casa Bianca e artefice della rivoluzione salutista lanciata da Michelle Obama.

Nel suo intervento ha affrontato tutti i temi legali alla sostenibilità alimentare, al clima, all’innovazione tecnologica nell’ambito dell’agricoltura e della lotta alle emissioni. Non ha tralasciato le nuove frontiere della tecnologia e il tema delle disuguaglianze e del lavoro.

In altri termini, l’ex-presidente Usa ha rilanciato il suo vecchio cavallo di battaglia della Green Economy, che contribuì a farlo arrivare alla Casa Bianca nel 2008.

Ecco in sintesi le cinque cose che ha detto Obama a Milano a TuttoFood.

1 Buone pratiche su nutrizione e rispetto dell’ambiente

Obama ha insistito più volte sul principio che l’educazione alimentare, il tema della nutrizione, il rispetto dell’ambiente per un clima migliore non possono essere imposti dai governi. La politica, ha spiegato, fa le sue scelte e prende le sue decisioni. Ma gli stimoli a mettere in atto buone pratiche devono partire dalle persone, dal livello locale. Le persone devono educarsi e essere educate sui temi della sostenibilità, che sono i temi del futuro. Non possono sentirsi imporre solo decisioni dall’alto, altrimenti si ottiene l’effetto contrario.

2 Innovazione tecnologica nell’ambito agricolo e nella lotta alle emissioni

L’innovazione è la vera sfida del futuro. Lo è soprattutto nel settore agricolo e in quello contro le emissioni che danneggiano il clima.

Il mondo è più attento di prima rispetto al cibo, le persone vogliono essere più informate. Oggi disponiamo di molte più tecnologie che in passato. Ci sono quindi risorse per migliorare la qualità dei cibi.

Ma l’attenzione sulla qualità deve rimanere alta. Obama ha fatto l’esempio americano, dove si è cominciato negli ultimi anni a dare più importanza ai prodotti primari anziché a quelli finiti. In Italia e Europa, ha precisato l’ex-presidente Usa, da sempre si dà la precedenza ai prodotti che servono da cucinare anziché acquistare cibi già confezionati e pronti per l’uso.

Il ruolo dell’innovazione tecnologica è importante soprattutto per combattere le emissioni che fanno male al clima. In agricoltura occorre migliorare la tecnologia, ridurre l’allevamento intensivo di bestiame per la produzione di carne.

La riduzione delle emissioni è il punto centrale. Abbassare le emissioni significa dare una mano al clima. Da presidente aveva reso più severi gli standard sulle emissioni delle autovetture. L’obiettivo, ha spiegato, non è quello di impedire l’uso delle auto quanto quello di permetterle di usarle inquinando di meno il clima.

Quella dell’innovazione, come quella delle buone pratiche su nutrizione e ambiente, è una battaglia che devono condurre insieme tutte le persone, e non può partire dall’alto.

3 Non c’è futuro con uno sviluppo tecnologico senza uguaglianza sociale

Obama ha smascherato il suo animo “socialista” con una riflessione sul rapporto tra disuguaglianza sociale e sviluppo tecnologico.

Il concetto che ha spiegato è questo: siamo di fronte a nuovi grandi sviluppi della tecnologia, forse gli albori di una nuova rivoluzione. Ma se continuano a rimanere le disuguaglianze nelle nostre società, non ci saranno effetti dalle opportunità che l’innovazione tecnologica può offrire.

La tecnologia riduce i posti di lavoro in certi settori, ma aumenta le opportunità in altri. Compito della politica è quello di governare questo processo di transizione da un lavoro a un altro, di assicurare che tutti possano fruire di questa enorme potenzialità che abbiamo davanti.

Da qui la riflessione sul tema del lavoro. Nei Paesi in cui non c’è è più facile la radicalizzazione e i fenomeni del terrorismo.

4 La buona alimentazione riduce i costi sociali

Educare i bambini fin da piccoli a una corretta alimentazione è un obiettivo centrale per le nostre società. Negli Stati Uniti circa un terzo dei bambini ha il diabete. E’ sintomo di una società che sbaglia tutto nella nutrizione infantile. Quanti sono i costi per la comunità di questa situazione? Quali sono i servizi che lo Stato deve attivare per fronteggiare le malattie legate a scorrette alimentazioni? Se si corregge questo trend, il denaro speso per queste cure potrebbe essere usato o investito in altri servizi.

5 Cambiamenti climatici, energia, crescita demografica

Infine, il clima il grande cavallo di battaglia di Obama. I leader mondiali devono fare i conti con i cambiamenti climatici. Questi stanno creando problemi alimentari, mentre il mondo assiste a un aumento continuo della popolazione.

Il mondo, insomma, è sempre più popolato mentre le risorse sono sempre più scarse a causa dei cambiamenti climatici. Si pensi alle grandi siccità in Africa che provocano esodi di persone e fenomeni migratori.

I cambiamenti climatici hanno l’effetto che sarà sempre più difficile produrre energia e, di conseguenza, produrre più cibo. Nei Paesi del nord del mondo arrivano i rifugiati anche perché nei loro luoghi di origine ci sono problemi di derrate alimentari. Le migrazioni, ha spiegato Obama, non sono solo provocate dalle guerre ma anche dalla fame. Ci sono nel mondo ottocento milioni di persone che soffrono di malnutrizione.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

3 Commenti su Le cinque cose che ha detto Obama a Milano TuttoFood

  1. la prima è stata “il bonifico?? avete fatto il bonifico?” gli interventi di questi ex Presidenti americani costano un botto (la Clinton viaggia attorno ai 250.000 orari per le conferenze) questo inutile intervento di Obama è costato alla comunità fra 500.000 e il milione…..valeva la pena?

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  2. Mentre mi trovavo in sala (avevo un accredito per la stampa) ho osservato con attenzione il pubblico. C’erano molti rappresentanti di imprese (che probabilmente hanno fatto più bonifici), una fila di politici da comparsa (Mario Monti su tutti), un esercito di giornalisti con strumentazioni sofisticate (da mezzo mondo), diverse sedie vuote. E’ stato divertente osservare molti uomini attempati senza cuffie che fingevano di capire l’inglese. Si riconoscono subito. Non ridono alle battute dei relatori, tendono l’orecchio al vicino di sedia sperando di captare qualcosa dalle sue cuffie. Non comprenderò mai perché ci si debba vergognare a farsi vedere con le cuffie, quasi fosse uno status symbol sapere l’inglese. Al di là dell’utilità o meno della conferenza (tutti gli incontri pubblici lo sono in parte), ho trovato un ex presidente Usa che rispetto ai nostri politici nostrani dimostra almeno di avere un retroterra culturale e una vision del mondo. Più parlava di disuguaglianza e più pensavo: “spiegalo bene a quelli che ci sono in prima fila”.

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  3. Ha parlato di cose interessanti, ma non capisco bene come inquadrarle guardando alle politiche che ha messo in atto – o assecondato – per otto anni. Ovviamente non è una critica al personaggio, non si possono pretendere grandi cose da un uomo solo.

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