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Iraq Isis: a Mosul vicina la liberazione grazie a fronte nord

La sconfitta dei jihadisti dello Stato Islamico è solo una questione di tempo. Lo dice il portavoce della coalizione internazionale che combatte l'Isis.

Iraq Isis: vicina liberazione Mosul grazie apertura fronte nord

Esercito Iraq è vicino alla liberazione di Mosul.

Forze Iraq aprono fronte nord a Mosul

La sconfitta dell’Isis a Mosul è vicina. L’apertura da parte dell’esercito iracheno di un fronte a nord della città ha permesso di sfondare la resistenza dei combattenti dello Stato Islamico. Le truppe di Baghdad hanno ripreso in breve tempo il controllo di tre importanti quartieri: Musharifah, Kanisah e Al-Haramat. Ora la fine del Califfato nella seconda città dell’Iraq sembra vicina.

L’avanzata delle forze di Baghdad nella parte occidentale

I miliziani dell’Isis controllano solo pochi quartieri di Mosul: 9 zone sulle 86 in cui è divisa la città irachena dove nel 2014 Abu Bakr al-Baghdadi proclamò la nascita del Califfato. L’offensiva a nord della città è stata ripresa lo scorso 4 maggio. Era cominciata il 19 febbraio quando l’esercito dell’Iraq lanciò l’operazione militare per riconquistare la parte occidentale dopo aver liberato la zona orientale. L’offensiva nella parte est della città era stata lanciata lo scorso 18 ottobre dopo numerosi annunci. Secondo John Drian, portavoce della coalizione internazionale anti Isis, “la sconfitta dei jihadisti dello Stato Islamico è solo una questione di tempo”.

La Grande Moschea Al Nouri

La fase finale delle operazioni contro Daesh punta al quartiere della città vecchia e alla Grande Moschea di Al Nouri. E’ dal pulpito di questa moschea, divenuto celebre in tante foto, che al-Baghdadi proclamò lo Stato Islamico e si autonominò Califfo. I militari di Baghdad sono arrivati a 300 metri dalla moschea e accerchiano la città da sud e ovest. A est c’è il Tigri, il grande fiume che divide in due la città. I miliziani dell’Isis hanno dunque solo una via di fuga a nord. Però, l’attacco da nord degli iracheni rende difficile la fuga.

Il nodo dei civili di Mosul

La questione più preoccupante è quella dei 400mila civili, dati Onu, di Mosul intrappolati nelle stradine e vicoli stretti della città vecchia. La presenza di questo elevato numero di civili ha limitato l’avanzata dei soldati dell’Iraq che hanno voluto evitare il maggior numero possibile di morti.

Il futuro di Mosul

I media arabi, ma anche molti osservatori occidentali, sostengono che il ritardo nella presa di Mosul sia dovuto all’incertezza su cosa fare dopo la liberazione della città. Alcuni giorni fa le tv e i quotidiani arabi hanno parlato di un accordo segreto tra Stati Uniti e Iraq che stabilisce l permanenza delle truppe Usa nel Paese anche dopo la liberazione della città. Il premier iracheno Haider Abadi ha dovuto intervenire con una smentita, spiegando che non ci sono truppe straniere sul territorio per cui non può esserci alcuna permanenza.

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