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Cosa prevede l’accordo di Astana sulla Siria

Russia, Iran e Turchia hanno firmato un accordo a Astana, Kazhakstan, che divide la Siria in quattro "zone di de-escalation". I dettagli dell'accordo spiegati in pochi punti.

L'accordo di Astana sulla Siria è stato firmato da Russia, Turchia e Iran.

L'accordo di Astana sulla Siria è stato firmato da Russia, Turchia e Iran.

L'accordo di Astana sulla Siria è stato firmato da Russia, Turchia e Iran. L'accordo di Astana sulla Siria è stato firmato da Russia, Turchia e Iran.

Le prove di pace per la Siria passano dal Kazhakstan. A Astana Russia, Turchia e Iran hanno firmato un accordo lo scorso 4 maggio che potrebbe fare voltare pagina all’infinito conflitto siriano.

Non è un caso che a firmare il Patto kazako siano stati i tre principali sponsor delle fazioni che si fronteggiano in Siria. Russia e Iran hanno fin dall’inizio sostenuto il governo di Bachar al-Assad. La Turchia supporta i ribelli dell’opposizione a Assad (in questo sostenuta inizialmente dal Qatar e poi dagli Stati Uniti).

Ecco i dettagli dell’accordo di Astana.

Cosa

La novità sono le “zone di de-escalation”. Sono quattro aree cuscinetto situate in 8 delle 14 province della Siria.

Zona 1: include Idlib (nord-ovest siriano) controllata da una coalizione di jihadisti, tra cui gli affiliati di al-Qaida. Le città di Latakia, Hama e Aleppo tutte sotto controllo dei ribelli.

Zona 2: è l’area a nord della provincia di Homs. Anche qui sono i ribelli a controllare un’ampia fascia di territorio.

Zona 3: è quella del Goutha centrale. La zona è nei pressi di Damasco ed è tutta controllata dai ribelli anti-Assad.

Zona 4: è l’area del sud della Siria. Sono le province di Daraa e Quneitra. Le zone sono controllate dai ribelli, ma una piccola parte è sotto il controllo dei jihadisti dello Stato Islamico.

Sono escluse dalle zone di de-escalation quelle sotto controllo governativo di Damasco, quelle del nord-est in mano all’Isis, e quelle controllate dall’alleanza arabo-curda.

Ai confini di ciascuna zona di de-escalation ci saranno aree di sicurezza per garantire attraverso i controlli e il monitoraggio che non accedano combattenti.

Quando

L’accordo di Astana non indica una data di inizio. Però prevede che i firmatari creino n gruppo di lavoro entro due settimane. Entro il 14 giugno 2017, questo gruppo di lavoro dovrà definire i confini e le mappe delle zone di de-escalation e di sicurezza. E separare i gruppi armati dell’opposizione da quelli terroristi. L’accordo riconosce come terroristi l’Isis, l’ex-affiliata di al-Qaida Fronte al Nusra, i gruppi loro alleati. Le zone di de-escalation resteranno in vigore per sei mesi. E’ possibile una proroga.

Come

L’accordo di Astana funzionerà in questo modo. Le forze governative di Damasco e i ribelli cesseranno le ostilità. Stop anche alle operazioni aeree, incluse quelle della coalizione internazionale targata Usa. Lo scopo è garantire il ritorno in condizioni di sicurezza a sfollati e profughi, avere un accesso rapido e sicuro alle zone e consentire di intervenire sulle infrastrutture di base. La sicurezza di queste zone va assicurata dai garanti, cioè i firmatari dell’accordo.

Perché

L’accordo si è sviluppato con l’idea di riprendere quello di dicembre per il cessate il fuoco tra Russia e Turchia, accordo poi fallito. E’ previsto l’impiego di forze dei Paesi garanti e la fine delle operazioni aeree.

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