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Russia e Usa divisi sulla Siria

Il summit a Mosca tra i ministri degli esteri di Russia e Stati Uniti conferma l'alta tensione tra i due Paesi. Trump: "Assad è un animale". Russia: "vitale che non ci siano altri attacchi Usa in Siria". Putin: "Rapporti peggiorati con elezione Trump".

Summit a Mosca tra i ministri degli esteri di russia e usa nel mezzo della crisi internazionale

Sergej Lavrov e Rex Tillerson. Il summit di Mosca tra i due ministri degli esteri non ha raffreddato la tensione internazionale Usa Russia.

Summit a Mosca tra i ministri degli esteri di russia e usa nel mezzo della crisi internazionale Sergej Lavrov e Rex Tillerson. Il summit di Mosca tra i due ministri degli esteri non ha raffreddato la tensione internazionale Usa Russia.

Il vertice a Mosca tra il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, e il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov non è servito a calmare gli animi inquieti al Cremlino e alla Casa Bianca. La tensione internazionale seguita ai raid americani contro la base militare dell’esercito di Damasco non dà segni di raffreddamento dei motori.

Nella conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui, le differenze di posizione sono emerse in maniera evidente. “Assad non può più assolutamente governare la Siria”, ha detto Tillerson. “La rimozione di Assad sarebbe un regalo ai terroristi dell’Isis” ha ribadito Lavrov.

L’unico punto in comune è stato il riconoscimento da parte di entrambi che sia necessario fare chiarezza sull’uso di armi chimiche ricorrendo a un’inchiesta dell’Onu.

Peccato che mentre Lavrov pronunciava queste parole a Mosca, a New York il suo ambasciatore presso il Consiglio di Sicurezza metteva il veto, l’ottavo sulla Siria, alla risoluzione proposta da Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna sull’attacco chimico del 4 aprile scorso da parte dell’aviazione di Bachar al- Assad.

La risoluzione prevedeva l’avvio di un’inchiesta dell’Onu e dell’Opac (l’organizzazione per la proibizione di armi chimiche) sull’impiego di gas nervino e sarin contro civili nel nord della Siria. Mosca ha motivato il veto spiegando che un appoggio alla risoluzione avrebbe significato dare l’assenso ai raid americani.

Eppure, in conferenza stampa il ministro degli esteri russo ha detto che la Russia non punta su Assad né su nessun altro. Tillerson ha comunque risposto accusando il presidente siriano di avere usato bombe al cloro e altre armi chimiche in almeno 50 occasioni.

Il vero messaggio del vertice sta però nelle parole di Lavrov: “Mosca ritiene vitale che in futuro non ci siano altri attacchi americani in Siria”. Dietro il linguaggio sibillino della diplomazia si cela una grande minaccia: siamo pronti a batterci se ci riprovate. Tutto il contrario quindi di quanto dichiarato poco prima da Lavrov sul fatto che la Russia non punti su Assad.

Intanto, Trump dagli Stati Uniti non perde occasione per tacere. In un’intervista alla Fox News, quasi in contemporanea con il summit di Mosca, ha detto che “Assad è un animale”. Ha aggiunto poi che Vladimir Putin sta sostenendo “una persona diabolica, negativa per il genere umano”. Risponde secco Putin: i rapporti tra Usa e Russia sono peggiorati da quando è stato eletto Trump.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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