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Cinque cose da sapere sull’attacco Usa in Siria

Come, cosa e perché gli Usa hanno attaccato l'esercito di Damasco.

Cinque cose da sapere sull'attacco degli Usa alla Siria di Assad.

Cinque cose da sapere sull'attacco degli Usa alla Siria di Assad.

Cinque cose da sapere sull'attacco degli Usa alla Siria di Assad. Cinque cose da sapere sull'attacco degli Usa alla Siria di Assad.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump passa dalle parole ai fatti. La sua decisione di colpire con missili tomahawk la base aerea siriana di al-Shayrat segna il punto di svolta della politica estera Usa.

Ecco cinque cose da sapere per capire l’attuale crisi politica internazionale.

  1. Barack Obama adiòs. L’ex presidente degli Stati Uniti aveva mantenuto una linea politica di attendismo. Gli Usa di Obama non sono mai andati oltre le minacce. Il limite posto da Obama di non superare la “linea rossa” delle armi chimiche fu superato diverse volte dalle milizie del presidente siriano Bachar al-Assad. Eppure, l’amministrazione americana non si è mai spinta oltre la condanna. Con Trump, gli Stati Uniti cambiano rotta. Il Presidente usa il pugno per punire l’uso di gas sarin a Idlib il 4 aprile. Può darsi che l’azione militare americana sia il fischio di inizio di un’operazione militare più vasta con rischi di un’escalation.
  2. Perché gli Usa attaccano in Siria? Il messaggio che Trump lancia al mondo e agli americani è chiaro: “Siamo tornati, ci siamo. L’America è tornata”. La vera svolta sta nel fatto che la Casa Bianca mostra di volersi porre come il gendarme del mondo. E soprattutto, Trump mette in mostra usando i muscoli il ritorno a un unilateralismo di vecchia data. Gli Stati Uniti, insomma, sono pronti a prendere l’iniziativa per intervenire nel mondo. In questo modo, la politica di Trump punta a riaffermare il ruolo Usa sullo scenario globale e su quello mediorientale dopo gli anni di Obama, accusato di aver lasciato un vuoto in Siria che la Russia ha poi colmato con il suo intervento.
  3. Le conseguenze? Con il lancio dei missili Tomahawk sulla base militare siriana, Trump rovescia la posizione che diceva di mantenere. Durante la presidenza Obama, Donald Trump si era sempre dichiarato contrario alla possibilità di un attacco militare contro Assad. In campagna elettorale disse che la sconfitta di Assad e la fine del governo di Damasco non erano una priorità. Le conseguenze sono legate alle reazioni che ci saranno nella regione. Ma anche alla continuità o allo stop dei raid contro Assad. Una conseguenza rilevante è però la scarsa considerazione a Washington dell’Unione Europea. Prima dell’attacco, Trump ha avvertito Mosca e Londra, non di certo Bruxelles. Il presidente americano con l’azione militare manda indirettamente un segnale per tranquillizzare Turchia e Israele: “L’America c’è”.
  4. Il dilemma dell’equilibrio regionale. L’America First di Trump può funzionare a singhiozzo nella regione mediorientale, con le sue complessità e i suoi equilibri precari. Certo l’attacco militare è stato plaudito dall’Arabia Saudita, che spera di rompere l’asse Damasco- Mosca-Teheran.
  5. Un segnale per la Corea del Nord. Donald Trump manda un segnale forte al resto del mondo e, in particolare, alla Corea del Nord. Gli Stati Uniti, sembra dire Trump dietro le sue parole, non scherzano: quando avvertono poi colpiscono. Nell’amministrazione Trump l’azione militare è avvenuta prima in Yemen e poi in Siria. Che Pyongyang sia il terzo?
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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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