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Caucaso e jihadismo

La regione del Caucaso, a cavallo tra Europa e Asia, comprende una parte del territorio russo e la quasi totalità delle repubbliche ex sovietiche nate negli anni '90 immediatamente dopo il dissolvimento della vecchia URSS.

Tre gruppi jihadisti del Sahara danno vita alla più grande formazione jihadista del Sahel Tre gruppi jihadisti del Sahara danno vita alla più grande formazione jihadista del Sahel

In questo vasto territorio la popolazione è per la stragrande maggioranza di religione musulmana e non è raro trovare casi di integralismo religioso: proprio dal Caucaso provengono alcuni dei più spietati islamisti che ora stanno combattendo contro l’Occidente nelle fila del sedicente Stato islamico.

Gli equilibri geopolitici di questa regione sono sempre stati molto delicati e nel tempo si sono registrate parecchie tensioni tra i vari gruppi etnici che abitano questo territorio. Con il crollo dell’Unione Sovietica la vita per le popolazioni di questa terra a cavallo tra Asia ed Europa è cambiata radicalmente: all’improvviso le tensioni e gli odi etnici prima sopiti sono rinati con forza e senza più gli aiuti dalla Russia anche l’economia è crollata perché dipendeva quasi totalmente dagli scambi commerciali con Mosca.

Le repubbliche ex sovietiche da sempre hanno conosciuto una grande voglia di maggiore libertà ed indipendenza dalla grande influenza che il Cremlino ha ancora oggi sulle loro scelte geopolitiche ed economiche e nel tempo screzi e tentativi di rovesciare i regimi filorussi non sono mancati, senza contare conflitti di origine etnica ancora aperti come quello tra Armenia e Azerbaijan per il controllo della regione contesa del Nagorno Karabakh. Un esempio lampante dell’ostilità sempre latente in Caucaso è il breve conflitto che nell’estate del 2008 contrappose Russia e Georgia quando quest’ultima tentò di invadere le vicine Abkhasia e Ossezia.

La grande instabilità politica delle repubbliche del Caucaso è dovuta al fatto che le varie etnie vogliono ognuna prendere il controllo sulle altre, anche a costo di scatenare una vera e propria guerra, e anche al fatto che i grandi profitti dovuti alla vendita di petrolio e gas naturale di cui questa regione è ricca finiscono nelle mani dei dittatori a capo di questi Paesi e agli oligarchi, tra cui signori della guerra senza scrupoli, che non lasciano niente alla popolazione. Da questa insoddisfazione per regimi filorussi imposti che lasciano la popolazione alla fame nasce il desiderio di rivalsa contro Mosca che porta tanti giovani di fede musulmana e non ad aderire ad organizzazioni come il sedicente Stato islamico e ad altre sigle del terrorismo separatista.

La Cecenia è la regione del Caucaso in cui l’estremismo religioso di matrice islamista è più forte, tanto che da qui provengono e transitano la maggioranza dei foreign fighters diretti nelle zone di guerra per unirsi agli jihadisti dell’ISIS.

In questo contesto si inserisce il terrorista di origine kirghisa che ieri nel primo pomeriggio si è fatto esplodere nella metropolitana di San Pietroburgo provocando almeno una decina di vittime e una cinquantina di feriti, alcuni molto gravi che ancora lottano per la sopravvivenza.

Valeria Fraquelli

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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