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Mosul: sono 100 i civili uccisi in raid aereo Usa

Gli Stati Uniti riconoscono che nel raid aereo su Mosul del 17 marzo sono stati uccisi 100 civili. L'Onu aveva parlato di 200 morti.

Forze militari dell'Iraq entrano a Mosul occidentale Forze militari dell'Iraq entrano a Mosul occidentale

Forze militari dell'Iraq entrano a Mosul occidentale

Forze militari dell’Iraq entrano a Mosul occidentale

Dopo la denuncia dell’Onu di 200 civili uccisi durante un raid aereo Usa, i vertici militari americani hanno ammesso che il bombardamento aereo su Mosul è avvenuto il 17 marzo scorso e che sono 100 i civili morti. Il Pentagono ha annunciato di aver aperto un’inchiesta interna per capire le ragioni dell’errore.

Gli Stati Uniti stanno supportando gli iracheni contro l’Isis.

L’Onu aveva annunciato di 200 civili sono uccisi durante un raid aereo Usa a Mosul. L’Onu non aveva specificato quando sarebbe avvenuto il raid.

Intanto, i jihadisti dell’Isis hanno liberato nelle scorse settimane decine di prigionieri civili incarcerati a Mosul ovest. Secondo analisti citati dall’agenzia Reuters il segnale è chiaro: lo Stato Islamico sta abbandonando il campo di battaglia rassegnato alla sconfitta e a lasciare anche la parte occidentale di Mosul all’esercito dell’Iraq.

I prigionieri, scrive la Reuters, sono persone arrestate per avere infranto le regole imposte dal Califfato. Molti di loro si trovavano in carcere per aver venduto sigarette, per avere fumato o per possedere un telefono mobile, o semplicemente accusate di cospirare con forze esterne contro lo Stato Islamico.

La riconquista imminente di Mosul occidentale dà un colpo di grazia all’Isis. Mosul era la roccaforte del terrore jihadista e il luogo in cui si nascondeva il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Le forze militari dell’Iraq avanzano nella parte occidentale di Mosul.

Dopo aver conquistato il secondo dei cinque ponti sul fiume Tigri che divide la zona orientale e occidentale della città, la bandiera dell’esercito iracheno ora sventola sugli edifici governativi. I miliziani dell’Isis hanno abbandonato i palazzi governativi e si sono ritirati nella città vecchia, ancora tutta sotto il controllo del Califfato. Ripreso il controllo anche del museo nazionale di Mosul.

Ora, l’offensiva militare irachena punta alla città vecchia dove si annida la resistenza dell’Isis. Dare il colpo finale e liberare finalmente Mosul non sarà facile perché dentro la città vecchia sono ostaggi dell’Isis migliaia di civili, soprattutto donne e bambini.

L’esercito di Baghdad ha annunciato di avere conquistato il secondo ponte sul fiume Tigri e di avanzare per la riconquista della città. In tutto sono cinque i ponti che, scavalcando il Tigri, collegano Mosul Ovest alla zona est. Il ponte è quello di Hurriya. La settimana scorsa era stato conquistato un altro ponte più a sud.

I militari iracheni hanno finora occupato tre quartieri di Mosul Ovest, quelli di Dawasa, Dendan e Nabi Shit. Con il controllo di questi distretti, l’Iraq di fatto circonda il centro storico della città dove sono situati gli edifici istituzionali, ancora sotto il controllo dell’Isis.

Intanto, si apprende che sono circa 70.000 i civili in fuga dalla città e sotto il tiro dei cecchini jihadisti. Gli uomini sono costretti a togliersi le maglie rimanendo a petto nudo per mostrare di non avere esplosivi addosso.

Dopo aver liberato la zona orientale, l’esercito di Baghdad ha superato il fiume Tigri (che divide la città) attaccando le postazioni dei miliziani islamici nell’ovest della città.

I media arabi parlano di violenti combattimenti tra esercito iracheno e jihadisti dell’Isis. Gli uomini dello Stato Islamico hanno utilizzato sette auto bomba per fermare l’avanzata delle truppe di Baghdad.

Per ora i militari iracheni hanno conquistato un centro sportivo. L’offensiva dell’esercito è supportata dalle incursioni aeree condotte con gli apache.

Prima di sfondare la linea del Tigri, i soldati avevano occupato l’aeroporto di Mosul. Un punto strategico importante per l’offensiva in città.

L’esercito dell’Iraq aveva cominciato l’assalto, preannunciato da settimane, per liberare la parte occidentale di Mosul dallo Stato Islamico.

Mosul è considerata la roccaforte dell’Isis in Iraq e, fino a qualche settimana fa, si rifugiava qui il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, capo supremo dello Stato Islamico.

All’alba del 19 febbraio 2017 centinaia di mezzi militari iracheni e soldati dell’esercito di Baghdad avevano dato inizio all’assalto alla parte occidentale di Mosul. Le operazioni militari sono condotte con il supporto dell’aviazione militare irachena e della coalizione internazionale targata Usa.

Le forze di Baghdad avevano conquistato i paesi a sud della città dirigendosi verso l’aeroporto di Mosul. Migliaia i civili bloccati dall’Isis in città. Le operazioni sono condotte personalmente dal premier  Haider al-Abadi.

Intanto, sul fronte siriano la Russia è entrata a pieno titolo nell’assalto alla città di Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria. La scorsa settimana i caccia russi hanno bombardato le postazioni dei jihadisti dell’Isis nei pressi della città distruggendo alcuni centri strategici dello Stato Islamico e uccidendo un numero elevato di miliziani islamici.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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