Annunci
Servizi dal mondo

Attentato a Bruxelles, un anno dopo

perché-isis-attacca-bruxelles Perché l'Isis attacca Bruxelles? Cosa dice la stampa mondiale

Un anno fa, il 22 marzo 2016, l’aeroporto Zaventem veniva pesantemente insanguinato da un attentato terroristico di matrice islamica che lasciò sul terreno molte vittime civili tra passeggeri e personale dello scalo. Quella che doveva essere una normale giornata operativa di uno scalo internazionale con migliaia di passeggeri che salgono e scendono dagli aerei per raggiungere le più disparate destinazioni è diventata una tragedia con tutti che scappavano spaventati, i bambini che urlavano e piangevano e il sangue delle vittime per terra.

Poco dopo anche la fermata della metropolitana vicina ai palazzi delle istituzioni europee, altro obiettivo dall’alto valore simbolico, fu presa di mira; una bomba scoppiò nel vagone di un convoglio in transito e la stazione venne completamente distrutta. Anche in questo caso ci furono vittime e feriti, di cui alcuni molto gravi, che si salvarono scappando lungo i binari in mezzo al fumo e al sangue.

Quel giorno a Bruxelles il mondo capì che in uno dei Paesi più multiculturali e aperti alla diversità del mondo, il Belgio, interi quartieri erano diventati dei veri e propri ghetti in cui intere generazioni covavano un odio e un rancore inimmaginabili nei confronti del Paese che li aveva ospitati, mentre imam radicalizzati spingevano i fedeli a convertirsi alle folli idee del sedicente Stato islamico.

Predicatori improvvisati convincevano i giovani ad unirsi allo Stato islamico e a partire per le zone di guerra di Siria e Iraq per addestrarsi e poi compiere attentati; un incubo di disoccupazione, mancanza di ideali sani e profonda insoddisfazione e sfiducia nella vita in cui le false promesse dei miliziani islamisti hanno facile presa.

Il terrorismo internazionale con l’attentato di Bruxelles si è rivelato davvero per quello che è: un nemico subdolo che punta a colpire dove e quando meno ce lo aspettiamo in modo da provocare il maggiore numero possibile di vittime innocenti, nei luoghi considerati il simbolo del progresso occidentale come gli aeroporti.

Oggi, a un anno di distanza, Bruxelles il clima non è più lo stesso perché la diffidenza reciproca ha preso il posto della spensieratezza e della tolleranza che erano caratteristiche di un Paese come il Belgio che aveva fatto dell’integrazione e dell’apertura a culture diverse uno dei suoi capisaldi fondamentali. Con il terrorismo sono rinati i nazionalismi e sono stati eretti nuovi muri che hanno diviso i popoli e aumentato la sensazione di insicurezza: un anno dopo gli attacchi di Bruxelles è il clima di tensione e odio tra le varie culture presenti in città a prevalere.

Valeria Fraquelli

Annunci
Informazioni su Redazione ()
Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: