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Putin contro Trump: reagiremo se aumenta spese militari

La Russia di Vladimir Putin risponde a Donald Trump. Se aumenta il budget militare di 54 miliardi di dollari, anche Mosca aumenterà la spesa militare.

Vladimir Putin ha minacciato di reagire se gli Stati Uniti aumentano il budget militare

Vladimir Putin ha minacciato di reagire se gli Stati Uniti aumentano il budget militare

Vladimir Putin ha minacciato di reagire se gli Stati Uniti aumentano il budget militare Vladimir Putin ha minacciato di reagire se gli Stati Uniti aumentano il budget militare

Tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Il riarmo delle potenze mondiali per ora è solo un annuncio ma potrebbe diventare realtà.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia l’aumento di 54 miliardi di dollari per le spese militari sul bilancio 2018.

La Cina vuole colmare il gap militare tra la sua flotta e quella americana. Prossimamente sapremo di quanto cresce lo stanziamento di bilancio per la difesa cinese e il potenziamento sui mari di Pechino.

Nel gioco ci entra anche la Russia. Vladimir Putin minaccia di reagire se gli Usa incrementano il budget militare. Leonid Slutsky, capo commissione Esteri della Duma. ha spiegato all’agenzia Interfax (media ufficiale del governo) che “se il budget militare americano sarà aumentato, allora reagiremo”. Slutsky ha comunque ammesso che per ora si tratta di retorica pura.

Il grande assente, almeno per ora, sembra essere l’Europa.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

5 Commenti su Putin contro Trump: reagiremo se aumenta spese militari

  1. ecco appunto si tratta solo di retorica e anche di bluff. non dimentichiamo in quali situazione fosse quella che si considerava forse la più grande potenza militare del mondo quanto si è tolto il lenzuolo che copriva i suoi armamenti….pezzi di ricambio inesistenti, munizioni obsolete, militari non addestrati e via così. se poi tutto questo serve alla stampa per tentare di dimostrare che a causa dell’elezione di Trump tutto il mondo sta entrando in un clima bellico allora il redattore è giustificato

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  2. Caro Franceschi lei vede un po’ troppo politica dietro analisi e ragionamenti. Nelle relazioni internazionali vige la medesima legge della termodinamica. A ogni azione corrisponde una reazione. Se il presidente della più grande potenza del mondo annuncia un aumento di 54 miliardi di dollari in spese militari, quel presidente deve sapere che qualche preoccupazione la può creare. Se poi emerge anche che quella potenza spende annualmente più del triplo del Paese al secondo posto in classifica per spese militari, forse quella preoccupazione raddoppia. La Cina aveva cominciato la corsa al riarmo per equilibrare la potenza navale americana da tempo. L’annuncio di Trump, a pochi giorni dal summit cinese in cui sarà proposto quanto mettere a bilancio per armi e equipaggiamenti, peserà sulla scelta cinese. La conseguenza è che Pechino sarà stimolato a aumentare quella spesa. Lo stesso dicasi per la Russia. Penso che in Trump ci sia poca strategia e molto infantilismo politico.
    OD

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  3. Gentile Signor OD, a me sembra che sia lei a vedere la politica dietro reazioni normali, se normale si può considerare l’armamento di uno Stato. Ad ogni buon conto la politica è presente in ogni azione di ogni governo del mondo, dal momento che gli stati e i governi sono gestiti da politici. Vedo cattiva o faziosa informazione piuttosto. Il fatto che la Cina da tempo stesse bilanciando la potenza militare non destava commenti, li desta invece se continua a farlo, ma dopo un annuncio dell’attuale inquilino della Casa Bianca che parte della stampa vuole stigmatizzare come elemento con velleità belliche. Non mi stupisce che gli SU, visti gli esiti tristi delle recenti imprese belliche, da quelle sotto l’Amministrazione Bush a quelle sotto l’amministrazione Obama, vogliano rafforzare la Difesa (eufemismo per definire la guerra). Come sempre i comandanti militari per non ammettere la propria incapacità e i politici negando la propria indecisione, incolpano i mezzi inadeguati. Un rafforzamento é la prima e principale conseguenza di tutto questo a mio avviso.
    p.s.

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  4. Per politica intendevo naturalmente cultura di faziosità.

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  5. politica e faziosità sono distanti come concetti, anzi opposti. Volendola leggere così vale nelle due direzioni. Un commento a un avvenimento può essere fazioso così come lo può essere un commento al commento stesso. Non mi sembra equo e/o corretto ritenere che ogni pensiero diverso dal proprio sia fazioso, si possono avere anche opinioni divergenti senza faziosità-

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