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Gli Stati Uniti di Trump cambiano strategia nella guerra all’Isis

Gli Stati Uniti di Donald Trump cambiano strategia nella guerra allo Stato Islamico e abbandonano la strada intrapresa da Obama.

Gli Stati Uniti di Trump cambiano strategia nella guerra all'Isis.

Gli Stati Uniti di Trump cambiano strategia nella guerra all'Isis.

Gli Stati Uniti di Trump cambiano strategia nella guerra all'Isis. Gli Stati Uniti di Trump cambiano strategia nella guerra all'Isis.

Gli Stati Uniti cambiano la strategia contro l’Isis. Lo rivela un’inchiesta del Washington Post pubblicata nell’edizione online.

Secondo il quotidiano Usa, il presidente Donald Trump ha trasmesso un memorandum al Pentagono dove chiede di studiare e elaborare entro fine di febbraio un nuovo piano per combattere e sconfiggere lo Stato Islamico.

E’ l’addio dell’entourage repubblicano di Trump alla strategia militare del democratico Obama. Per la Casa Bianca, la conduzione della guerra all’Isis elaborata dai consiglieri militari di Obama non ha funzionato.

In attesa di conoscere la strategia americana prodotta dagli sherpa del Pentagono, il Washington Post rivela alcune mosse che costituiranno l’ossatura della lotta allo Stato Islamico nella versione trumpista.

Il presidente degli Stati Uniti farà probabilmente due scelte di posizionamento geopolitico regionale. Scelte che vanno a rovesciare l’assetto attuale in terra nella mezzaluna fertile.

  1. Ordinerà al Pentagono e alla diplomazia Usa di abbandonare ogni collaborazione e supporto con le forze moderate che si oppongono al presidente siriano Bachar al-Assad.
  2. Taglierà la collaborazione anche con le milizie curdo-siriane operative al fianco della coalizione internazionale contro l’Isis (una creatura di Obama) capitanata dagli Stati Uniti.

Entrambe le scelte, se confermate, sono l’apertura degli Stati Uniti alla Russia e alla Turchia.

I miliziani anti-Assad filo moderati sono quelli che si sono seduti a Ginevra al tavolo negoziale con i rappresentanti di Assad. Invisi a Vladimir Putin, che li ha bombardati insieme a Assad a Aleppo e nella Siria occidentale, sono stati percepiti come una creatura americana.

I curdi siriani sono invece i nemici del presidente turco Erdogan. Collegati con i curdi del Pkk spaventano la leadership turca, che teme la nascita di un forte Stato curdo nella regione. Russia e Turchia insomma non possono non entrare dalla porta aperta di Trump.

La strategia di Trump potrebbe quindi puntare a ottenere un patto solido con russi e turchi per dare l’affondo finale allo Stato Islamico e sbarazzarsi una volta per tutte dei califfi dell’Isis.

Trump in questo parte avvantaggiato. Russia e Turchia hanno siglato un’intesa contro il terrorismo jihadista e hanno messo da parte le tensioni e gli screzi nati un anno e mezzo fa dopo l’abbattimento del jet russo da parte dell’aviazione turca in Siria.

Ora si attende che il Pentagono produca il paper strategico richiesto dal presidente Usa. E vedere gli sviluppi che avrà nella guerra all’Isis e nei rapporti di forza regionali.

Ovidio Diamanti

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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