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Batti e ribatti Usa Europa sulla sicurezza

Nella conferenza annuale sulla sicurezza di Monaco, Mike Pence e Angela Merkel si confrontano sulle spese militari.

Batti e ribatti Merkel-Pence a Monaco durante la Conferenza per la Sicurezza.

Batti e ribatti Merkel-Pence a Monaco durante la Conferenza per la Sicurezza.

Batti e ribatti Merkel-Pence a Monaco durante la Conferenza per la Sicurezza. Batti e ribatti Merkel-Pence a Monaco durante la Conferenza per la Sicurezza.

Tutti d’accordo sulla necessità di aumentare le spese militari dei Paesi Nato ma vanno messi in conto anche gli investimenti per lo sviluppo. E’ questa la sintesi della conferenza internazionale sulla sicurezza che si tiene annualmente a Monaco di Baviera, Germania.

Il tavolo del confronto ha visto come protagonisti il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Un batti e ribatti che ha messo in evidenza le posizioni dei due blocchi dell’Alleanza Atlantica, quello nordamericano e quello europeo.

Washington chiede più fedeltà ai Paesi membri della Nato e rilancia il messaggio di Donald Trump rivolto ai Paesi membri: aumentare le spese militari perché solo 4 Paesi dei 28 membri della Nato investono il 2% del loro bilancio in questa direzione.

La richiesta di Pence e Trump è stata accolta da Angela Merkel, che ha riconosciuto la necessità di aumentare i budget militari dei Paesi membri della Nato. La Germania è uno dei pochi Stati che, investendo l’8%, supera quel 2% del proprio bilancio in forniture all’esercito stabilito dalla Nato.

La Merkel però ha rilanciato la palla agli Stati Uniti sostenendo che nel conto del 2% vanno inseriti anche gli investimenti per lo sviluppo. Una posizione che la Merkel, secondo indiscrezioni che Notiziario Estero ha ottenuto da Monaco, avrebbe concordato con l’Alto Rappresentate Ue Federica Mogherini.

Tutto quindi fa pensare a una strategia europea volta a far passare il messaggio che la sicurezza passa anche dallo sviluppo dei Paesi più deboli così come dalle società civili occidentali. Così, sostengono a Bruxelles, si combatte il terrorismo internazionale. La linea europea insomma sostiene la convinzione che il potenziamento della società civile, della formazione e istruzione, della creazione dei posti di lavoro possa essere il vero punto di forza per avere un quadro di sicurezza stabile. Un quadro, naturalmente, da completare grazie anche al supporto delle forze armate e della tecnologia militare dalle quali non si può prescindere.

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Magazine online di affari internazionali. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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