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Terrorismo e banlieue: come i quartieri ghetto alimentano lo Stato islamico

Terrorismo internazionale e banlieue. Un'analisi del magazine Notiziario Estero.

Gli ultimi arresti di potenziali terroristi sono stati effettuati due giorni fa in Francia: quattro persone tra cui anche una ragazzina di soli 16 anni sono state fermate dalle forze di sicurezza francesi con l’accusa di progettare un attentato a Parigi.

In un appartamento riconducibile ad uno degli arrestati sono stati trovati armi di grosso calibro ed esplosivo, lo stesso che è stato usato negli attacchi a Bruxelles e questo fa pensare che ci si trovi di fronte ad una vera e propria rete del terrore che addestra i miliziani e organizza gli attacchi.

Tutti i responsabili degli attentati che hanno sconvolto la Francia erano cittadini francesi che risiedevano nei palazzoni delle banlieu, le immense periferie delle grandi città francesi in cui si concentrano i più poveri, gli immigrati e coloro che hanno conti in sospeso con la giustizia.

In questi quartieri ghetto la criminalità prospera e la disoccupazione, soprattutto tra i più giovani, è molto alta; le nuove generazioni nate da genitori immigrati si sentono escluse e rifiutate dalla società e cercano conforto e risposte nell’Islam radicale, sottovalutando le conseguenze delle loro scelte.

Per i giovani delle banlieu, molto fragili psicologicamente, le false promesse dei predicatori del sedicente Stato islamico sembrano una occasione di riscatto dopo tante delusioni e tante sofferenze, ma non sanno che una volta raggiunti i campi di addestramento dell’ISIS nelle zone di guerra di Iraq e Siria la loro vita si trasformerà in un incubo. Certamente ci sono anche coloro che aderiscono al sedicente Califfato consapevolmente consci di tutti i rischi che corrono, ma ci sono anche coloro che si uniscono all’ISIS pensando erroneamente che la loro vita potrà migliorare sotto il controllo dei miliziani in nero dello Stato islamico.

Specialmente le ragazze non sanno che una volta raggiunti i luoghi controllati dagli islamisti per loro comincerà un inferno fatto di torture ed abusi di ogni genere da cui non potranno mai più tornare indietro.

Per sconfiggere il degrado che regna nelle banlieu, come nelle periferie di tutte le nostre grandi città, controlli molto più severi su moschee e centri di ritrovo islamici improvvisati ed espulsioni più facili per i predicatori di odio, unite ad un maggior contrasto al fenomeno dell’abbandono scolastico, potrebbero essere una buona soluzione.

Valeria Fraquelli

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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