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Perché colpiranno l’Italia in Libia

Stati Uniti in Libia. Raddoppiati i raid aerei contro Isis Gli Stati Uniti hanno raddoppiato in Libia i loro bombardamenti aerei contro l'Isis.

Un kamikaze ha fatto esplodere un’autobomba vicino all’ambasciata d’Italia a Tripoli, Libia. Secondo la stampa libica l’attentatore voleva proprio colpire la sede diplomatica italiana. Probabilmente disturbato ha portato l’auto davanti al Ministero della Pianificazione, circa 400 metri dall’ambasciata d’Italia.

L’Italia è stato il primo Paese a riaprire un’ambasciata nella capitale libica. La maggior parte dei Paesi avevano chiuso le loro ambasciate di Tripoli tra il 2014 e il 2015 a causa dei pesanti combattimenti in città.

Gli attacchi contro l’Italia potrebbero aumentare in Libia. A Tripoli sono presenti numerose fazioni rivali. E alcune di queste si oppongono al Governo di Unità Nazionale di Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e che l’Italia appoggia.

A Tripoli sarebbero attive anche cellule dello Stato Islamico, che in passato hanno firmato attacchi a ambasciate. E il governo di Serraj ha lanciato sette mesi fa una vasta offensiva militare per cacciare l’Isis dalla sua roccaforte libica di Sirte. Un motivo in più per pensare a rischi di attacchi all’Italia. Il governo italiano ha inviato prima di Natale un contingente militare in Libia per proteggere un ospedale italiano impegnato nella cura dei feriti nella campagna di Sirte.

Inoltre, l’Italia è sotto accusa da diversi gruppi per aver inviato forze speciali in Libia e aver messo a disposizione le proprie basi aeree italiane per attacchi oltre Mediterraneo. Soprattutto, a essere contestato è l’impegno italiano per firmare l’accordo per il governo di unità nazionale libico. Da più parti è stato giudicata affrettata la firma dell’accordo annunciata da Onu, Roma e Washington. Una ragione in più per colpire l’Italia e aumentare i rischi di attentati.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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