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Perché la conferenza di Parigi sul Medio Oriente parla a Trump

Conferenza di Pace di Parigi: un messaggio per Trump Conferenza di Pace di Parigi: un messaggio per Trump
Conferenza di Pace di Parigi: un messaggio per Trump

Conferenza di Pace di Parigi: un messaggio per Trump

Oltre 70 nazioni hanno partecipato al vertice sulla pace in Medio Oriente voluto e promosso dalla Francia. Tra i partecipanti non sono state invitate le parti in causa: israeliani e palestinesi.


Israele respinge iniziativa di pace della Francia


Israele ha sempre contestato l’iniziativa diplomatica di Francois Hollande e del Quay d’Orsey, il ministero degli esteri francese. Benjamin Netanyahu e la diplomazia israeliana leggono dietro le righe dell’attivismo di Parigi un aiuto alla causa palestinese.


Israele rifiuta invito francese a conferenza di pace su Medio Oriente


Diversamente da Tel Aviv, l’Autorità Nazionale Palestinese è favorevole al piano francese e si fa forte dell’importante appoggio della Santa Sede.


La pace in Medio Oriente passa dal Vaticano


Tuttavia la conferenza di Parigi del 15 gennaio scorso, che doveva essere un passo del percorso disegnato dalla Francia, è apparsa ieri più rivolta a Donald Trump che a Tel Aviv o Ramallah. Il principio di ribadire la soluzione dei “Due Stati” e il fatto che si è svolta qualche giorno prima dell’insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca è significativo.

Il presidente eletto degli Stati Uniti ha rilasciato qualche giorno fa una dichiarazione dove esprime la volontà di portare l’ambasciata americana in Israele a Gerusalemme. La decisione sarebbe una bomba nel complesso mosaiko mediorientale perché lancia il segnale politico di voler affossare la soluzione dei Due Stati. Quest’ultima infatti prevede che Gerusalemme diventi la capitale di Israele e Palestina. Il fatto di portarvi la sede diplomatica americana e nulla dire sulla possibilità di riconoscere finalmente lo Stato di Palestina rischia di riaprire in maniera forte lo scontro tra le parti e mettere una pietra sopra ogni speranza di nuovi percorsi di pace.

Probabilmente, il governo francese e i 70 Paesi che hanno preso parte alla Conferenza sul Medio Oriente – c’era anche il segretario di stato di Obama e la rappresentante dell’Unione Europea- hanno proprio avuto l’intenzione di lanciare un messaggio di unità da parte di 70 Stati che credono nella soluzione dei “Due Stati” e condannano scelte unilaterali. Come quella annunciata da Trump e la politica degli insediamenti israeliani nei territori occupati.

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