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Militari e mezzi Usa arrivano in Polonia. Dura reazione russa

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Militari e carri armati degli Stati Uniti sono arrivati in Polonia nell’ambito di un piano Nato.

Sono almeno 3000 i militari e 80 i carri armati degli Stati Uniti arrivati in Polonia per garantire più sicurezza e come deterrente verso la Russia. La massiccia presenza militare è stata decisa all’interno di un piano Nato volto a rafforzare il fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.

La scelta dell’invio delle truppe americane è stata del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ed è il più grande movimento di militari e mezzi della storia americana negli ultimi decenni. E’ anche la prima volta che i soldati americani entrano nel territorio polacco. La presenza militare Usa era attesa fin dalla caduta del muro di Berlino.

Dura la reazione della Russia. Da Mosca il portavoce di Putin, Dmitri Peskov ha parlato di manovre che minacciano gli interessi e la sicurezza russa. Va giù più pesante il vice-ministri degli esteri russo Alexei Mechkov che alla Bbc definisce la manovra militare come “un fattore destabilizzante d’Europa”.

Il piano Nato prevede comunque di far ruotare ogni nove mesi forze e mezzi militari in diversi Paesi dell’Europa Orientale. Le altre nazioni coinvolte in questa rotazione militare sono: Estonia, Romania, Lituania, Lettonia, Bulgaria e Ungheria. Il contingente militare Usa prenderà parte a esercitazioni militari Nato nel Baltico.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su Militari e mezzi Usa arrivano in Polonia. Dura reazione russa

  1. Il Presidente Obama dopo un mandato caratterizzato dal poco carattere in politica estera sta tentando di lasciare un segno ora a mandato finito gettando il suo Paese in situazioni avventurose e pericolose non nell’interesse dell’America e degli Americani, ma solamente per mettere in imbarazzo per mesi o anni il suo successore. Giocare in questo modo con la vita dei suoi cittadini é senza dubbio un’azione che si può definire senza tema di smentita infame ancor più venendo da un personaggio insignito del Nobel per la Pace solo sul presupposto di quello che “certamente” avrebbe fatto in futuro, quando il Nobel istituzionalmente non é un riconoscimento alle intenzioni ma ai fatti, ai risultati. Un Nobel razzista dunque, assegnato solo per il colore della sua pelle.

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