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Come la Russia rilancia la road map siriana a danno degli Stati Uniti

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La Russia si sostituisce agli Stati Uniti sul fronte diplomatico siriano. Con una mossa astuta degna dei più celebri architetti di diplomazia, Vladimir Putin dà una spallata a Barack Obama e John Kerry emarginando gli Usa sullo scenario siriano. La diplomazia americana non è riuscita, dopo oltre un anno di tentativi, a raggiungere risultati concreti nei negoziati tra governo di Damasco e forze ribelli riuniti al tavolo di Ginevra. I colloqui, voluti anche dalla Russia, sono rimasti sepolti sotto le macerie di Aleppo. Più si facevano intensi i raid russo-siriani su Aleppo, più si avviava alla sua fine il negoziato siriano di Ginevra. Ora, una settimana dopo l’ingresso dell’esercito di Assad a Aleppo est (controllato dalle forze anti-regime) la diplomazia russa e turca si fanno paladini dei colloqui di pace tra le parti in conflitto. Il matrimonio di convenienza tra Mosca e Ankara è tutto in funzione anti Stati Uniti. La Russia punta a potenziare il suo ruolo internazionale dopo le sanzioni di Obama e la politica genericamente anti-russa di Washington. La Turchia accusa gli Usa di essere dietro al fallito golpe dello scorso luglio. Entrambe hanno interesse a mettere fine al conflitto siriano, a ridare stabilità alla regione mediorientale, a riacquistare un ruolo forte sullo scenario internazionale. Con l’accordo sul cessate il fuoco sponsorizzato da Russia e Turchia, Putin e Erdogan raggiungono tutti e tre gli obiettivi. In particolare quello di diminuire la credibilità degli Stati Uniti nell’area e dare un segnale di un nuovo equilibrio di potenza.

Ovidio Diamanti

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Magazine online di affari internazionali. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su Come la Russia rilancia la road map siriana a danno degli Stati Uniti

  1. É la ciliegina sulla torta dell’incapacità di Obama e della sua equipe in politica estera. Fallimento dopo fallimento Obama é riuscito a relegare gli USA in un ruolo marginale nel contesto mondiale con buona pace di chi gli ha frettolosamente dato il Nobel della pace solo per il colore della sua pelle. Senon é razzismo questo…….

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