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Il Parlamento della Colombia approva accordo di pace con le Farc

Il nuovo accordo di pace tra governo della Colombia e Farc passa al Congresso. Le opposizioni escono dall'aula.

Il Congresso della Colombia approva accordo con le Farc Il Congresso della Colombia approva accordo con le Farc

Il Congresso della Colombia approva accordo con le Farc

Il Congresso della Colombia approva accordo con le Farc

Il nuovo accordo di pace tra Colombia e Farc ce l’ha fatta. Il Congresso nazionale colombiano ha approvato l’accordo a maggioranza. Nella Camera bassa i voti a favore sono stati 130 a 0, mentre al Senato 75 i voti pro-accordo e 0 i contrari. Esce da entrambe le aule e non partecipa al voto l’opposizione guidata dall’ex-presidente Alvaro Uribe e attualmente senatore. Uribe ha contestato l’accordo.

Il governo della Colombia e i ribelli delle Farc ci hanno riprovato con l’accordo di pace dopo la sua bocciatura nel Referendum popolare di un mese fa. Questa volta, però, il governo di Bogotà non ha previsto di subordinare l’entrata in vigore dell’accordo al voto popolare. L’intesa tra governo e ribelli è stata portata al Congresso nazionale della Colombia.

Che l’accordo di pace riprendesse il proprio cammino nonostante il no espresso nel referendum era chiaro già da alcuni segnali all’indomani del voto. Un segnale positivo era arrivato dalle dichiarazioni di tutti i leader politici e protagonisti dell’accordo di pace (Farc incluse). Che esprimevano la piena volontà di continuare con il percorso di pace avviato nei colloqui segreti cubani quattro anni fa tra rappresentanti del governo di Bogotà e delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc). In gioco c’è la fine di un conflitto civile lungo 52 anni che ha provocato oltre 260.000 morti.


https://notiziarioestero.com/2016/10/03/pace-colombia-farc-vince-il-no-al-referendum-paese-diviso/


I messaggi di tranquillità però, benché importanti per mantenere il buon senso e la ragione, a nulla valgono senza l’elaborazione di un piano alternativo da presentare in fretta. Questo era forse il limite più grosso. Limite che è stato superato grazie alla presentazione del nuovo patto che non fa modifiche sostanziali all’accordo precedente.

Il no del referendum aveva sorpreso tutti. Nessuno, né i politici né i mezzi di comunicazione, aveva previsto un risultato così sconcertante. Tutti davano la vittoria come scontata. L‘esito referendario ha però obbligato i leader politici (inclusi quelli delle Farc) a trovare soluzione e vie d’uscita dal labirinto in cui si erano infilati.

Una soluzione a breve sembrava difficile. Il dialogo tra l’attuale presidente colombiano Juan Manuel Santos e il suo predecessore Alvaro Uribe, leader dei sostenitori del no, è stato sempre inconciliabile. Il problema però è che qui ci sono delle armi e una guerriglia di mezzo. Una buona notizia era comunque arrivata proprio dal presidente Santos che, dopo l’esito referendario, ha garantito che il cessate il fuoco bilaterale firmato il 29 agosto con le Farc continuava a rimanere in vigore.

L’accordo di pace, nuovamente da firmare, mostra il superamento parziale di queste difficoltà e lo sforzo per cessare un conflitto lungo 54 anni da entrambe le parti.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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