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Se l’Isis minaccia il Natale

L’altro ieri sette persone sono state arrestate in Francia con l’accusa di progettare attacchi ai mercatini di Natale di Strasburgo e Marsiglia e viene spontaneo chiedersi se siano sufficienti le misure di sicurezza messe in campo dalle autorità di vari Paesi europei per contrastare il terrorismo internazionale durante la festa più sacra dell’anno per i credenti della religione cristiana e per i cattolici in particolare.

La Francia dopo i sanguinosi attacchi che hanno insanguinato Nizza il 14 luglio si è scoperta ancora un volta vulnerabile e le autorità stanno correndo ai ripari aumentando i controlli di sicurezza e mandando per le strade pattuglie di militari pesantemente armati a controllare che tutto vada bene e a sventare eventuali minacce imminenti. Secondo le autorità francesi l’attentato che avrebbe dovuto colpire proprio uno dei simboli del Natale come i mercatini era progettato da tempo e avrebbe dovuto essere compiuto forse durante il lungo ponte dell’Immacolata, quando le bancarelle natalizie sono più affollate di persone innocenti e tanti bambini che cercano i loro regali e mandano la loro letterina a Babbo Natale.

Durante la perquisizione nell’appartamento di uno degli arrestati a Strasburgo sono stati trovati armi, munizioni e tanto materiale di propaganda jihadista; è il segno inequivocabile che il sedicente Stato islamico anche se è in seria difficoltà in Siria e in Iraq vuole continuare a colpire coloro che sono considerati infedeli con ferocia nel loro territorio.

Un altro degli arrestati era residente in Portogallo, ma era di nazionalità francese e per questo era stato segnalato alle autorità di Parigi come sospetto terrorista; l’uomo si era recato in Siria passando per Cipro per addestrarsi nei campi dell’ISIS e compiere attentati sul suolo europeo.

Tutti e sette gli arrestati hanno inviato nei mesi scorsi dei messaggi criptati ad alcuni responsabili dello Stato islamico in Siria e sono stati intercettati dai servizi segreti francesi che sono riusciti a sventare l’attacco.

Visto che lo Stato islamico odia il Natale e i suoi simboli, viene naturale pensare che questo sarà un Natale di festa ma allo stesso tempo blindato in cui nessuno potrà abbassare la guardia perché il pericolo di nuovi attacchi è sempre dietro l’angolo, anche perché l’ISIS ha già dimostrato di essere in grado di colpire anche in chiesa.

Valeria Fraquelli           

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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