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Israele rifiuta invito francese a conferenza di pace su Medio Oriente

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Israele ha formalizzato il rifiuto a partecipare alla Conferenza di Pace di Parigi.

Israele ha rifiutato ufficialmente la sua partecipazione alla Conferenza di Pace di Parigi sul Medio Oriente promossa dalla Francia. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha formalizzato il rifiuto al consigliere diplomatico francese Pierre Vimont. Il motivo della non partecipazione israeliana – ha spiegato Netanhyau- sta nel fatto che il governo di Tel Aviv intende portare avanti i negoziati bilaterali con i palestinesi e non sostiene il multilateralismo francese.

La Francia aveva lanciato lo scorso giugno la prima conferenza di pace per il Medio Oriente (il primo step) nonostante Israele avesse già allora respinto l’iniziativa multilaterale di Parigi. Il presidente Francois Hollande aveva convocato all’Eliseo una riunione ministeriale per il rilancio del processo di pace in Medio Oriente basato sulla soluzione dei due Stati.

La scelta della diplomazia francese di lanciare una propria iniziativa di pace arabo-israeliana aveva provocato l’irritazione del governo di Tel Aviv, che vede nell’attivismo diplomatico di Parigi un tentativo di favorire la parte palestinese.

La differenza di vedute tra Israele e Francia è in prevalenza sul percorso per rilanciare la road map del Medio Oriente.

I francesi puntano su un negoziato multilaterale coinvolgendo 26 Stati, i cui delegati hanno partecipato a Parigi alla Conferenza di Pace. Erano esclusi in questo primo incontro israeliani e palestinesi. Che sono stati però invitati al secondo meeting in previsione a dicembre. I Paesi coinvolti sono, oltre alla Francia: Italia, Germania, Stati Uniti, Sudafrica, Arabia Saudita, Canada, Cina, Egitto, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Indonesia, Giappone, Giordania, Lussemburgo, Marocco, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica ceca, Russia, Senegal, Svezia, Svizzera, Turchia, oltre che il segretario generale delle Nazioni Unite, e l’alto rappresentante Ue, Federica Mogherini, e il segretario generale della Lega araba, Nabil el Araby.

Il governo di Israele ha una posizione ben diversa. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu l’ha spiegata al primo ministro francese Manuel Valls nell’incontro avvenuto a Tel Aviv lo scorso giugno. Israele è disponibile al rilancio del processo di pace ma in un ambito bilaterale con i palestinesi. A questo riguardo, Netanyahu ha detto sì all’iniziativa di pace araba. La proposta arriva da Arabia Saudita con la mediazione dell’Egitto e consiste nella convocazione di un tavolo a quattro con Israele, Autorità palestinese, Arabia Saudita, Egitto.

Il leader palestinese Abu Mazen ha aderito finora alla percorso di pace della Francia e non si è espresso sull’iniziativa araba sostenuta da Israele.

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