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Estonia prepara la resistenza alla Russia

In Estonia la Lega per la Difesa del Paese addestra oltre 25.000 volontari per combattere contro un’eventuale invasione della Russia.

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Estonia si prepara alla guerra con Russia

L’Estonia teme di finire come la Crimea, o peggio l’Ucraina. L’invasione della penisola sul Mar Nero nel 2014 da parte della Russia spaventa i Paesi del Baltico. E ognuno di questi si organizza come meglio crede.

In Estonia, per esempio, la Lega per la Difesa dello Stato sta preparando oltre 25000 volontari in caso di attacco della Russia. Tra di loro ci sono donne e bambini. La preparazione prevede addestramento militare e il governo incoraggia l’acquisto di armi e munizione.

Benvenuti nel Baltico dove il clima di attacco militare si respira più forte che mai. Ne è convinto il colonnello britannico Rupert Wieloch che ha spiegato alla Bbc come non ci siano dubbi che la Russia guardi a Estonia, Lettonia e Lituania nell’ottica di fare con loro come ha già fatto con la Crimea.

In questo contesto, con poco più di 1,3 milioni di abitanti e circa 6000 soldati delle’esercito, l’Estonia può fare da sola ben poco per contenere la forza d’urto russa composta da migliaia e migliaia di uomini dislocati vicino al confine polacco. Gli estoni, quindi, avrebbero poca scelta tra resistere ai russi o combattere in caso di invasione dell’esercito di Mosca e non intervento della Nato (di cui l’Estonia è parte).

Nell’ultima settimana l’Estonia ha accusato la Russia di avere violato il suo spazio aereo in ben sei occasioni. La Russia naturalmente ha negato le incursioni dei suoi jet.

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1 Commento su Estonia prepara la resistenza alla Russia

  1. I paesi baltici hanno lo stesso problema di tutte le ex colonie dell’impero sovietico, la russificazione. dopo l’invasione dei loro territori il governo sovietico iniziò una pulizia etnica radicale disperdendo le popolazione autocnone nel suo immenso territorio e ripopolando le repubbliche con popolazione di lingua russa. Questa stessa popolazione reclamerà a gran voce il ricongiungimento alla madrepatria. essi ora, come lituani lettoni ed estoni allora, si trovano in un paese che considerano il loro per esservi vissuti per decine di anni o nati e che parla e scrive in una lingua a loro poco sconosciuta ed ha una cultura diversa. Gli uni sono e si sentono autoctoni, gli altri che hanno sempre vissuto in quel territorio da russi considerandosi russi in russia ora rischiano di venire discriminati e isolati. Gli uni vogliono difendere libertà cultura e autonomia, gli altri vogliono difendere la propria natura e cultura russa. il problema qui e meno comprensibile ai nostri occhi di quanto non lo sia in Africa perché a noi baltici autoctoni e russi balticizzati sembrano uguali, non ci sono bianchi e neri, ma basta rimanere sul territorio alcuni giorni per capire quale danno ha provocato la pulizia etnica, lo stesso della ex Jugoslavia, e auguriamoci che anche nei paesi baltici la tragedia non sfoci in guerra civile, le premesse ci sono tutte

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