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Brexit la via d’uscita di Theresa May

Theresa May ha annunciato che attiverà la procedura per uscire dall’Unione Europea entro marzo 2017. Gran Bretagna fuori dall’Ue nella primavera 2019.

Theresa May annuncia avvio della procedura per uscire dall'Ue. Gran Bretagna fuori entro primavera 2019.

Theresa May annuncia avvio della procedura per uscire dall’Ue. Gran Bretagna fuori entro primavera 2019.

C’è la prima scelta post Brexit del primo ministro britannico Theresa May. La Gran Bretagna attiverà entro marzo 2017 la procedura prevista dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona sull’Unione Europea. Di fatto il meccanismo che apre ufficialmente il percorso di uscita di uno Stato dall’Unione Europea.


Come si esce dall’Unione Europea dopo Brexit


L’articolo 50 prevede un percorso di circa due anni per l’uscita di un Paese dall’Ue. Il che significa che Londra sarà fuori verso la primavera 2019. A meno che le parti non si accordino per una proroga.

L’annuncio della May è arrivato nel corso di un’intervista con la BBC proprio mentre è in corso il il congresso annuale del Partito Conservatore britannico. La premier ha detto senza mezzi termini che “Brexit vuole dire Brexit“, questo hanno scelto gli elettori britannici con il referendum dello scorso 23 giugno.

Inoltre, Theresa May ha annunciato che il centesimo giorno dopo il referendum su Brexit, presenterà al Parlamento il progetto legislativo per revocare la legge che permise nel 1972 di incorporare la Gran Bretagna nell’Unione Europea. La premier britannica ha anche detto di essere sicura che il suo governo porterà a buon termine il lavoro preparatorio realizzato prima di chiedere l’attivazione dell’articolo 50.


Inghilterra: vantaggi e svantaggi della Brexit


Nel percorso di uscita dall’Unione Europea, Theresa May ha specificato che la sua priorità è di mettere un freno agli ingressi degli immigrati. Secondo il capo del governo di Sua Maestà c’è un chiaro messaggio del popolo britannico della necessità a controllare di più chi entra in Gran Bretagna. Il primo ministro ha tenuto però a specificare che non saranno toccati i diritti dei lavoratori stranieri nel Regno Unito.

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