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L’esercito di Damasco in ritirata?

I vertici miliari russi stanno facendo trapelare la notizia secondo cui l’esercito regolare siriano e le milizie sciite di supporto nella lotta al terrorismo internazionale si starebbero piano piano ritirando per creare delle zone cuscinetto smilitarizzate indispensabili per fare passare i convogli con gli aiuti umanitari alla popolazione siriana stremata da cinque anni di guerra.

Secondo i capi militari russi la ritirata si starebbe svolgendo con calma e regolarità, senza intoppi e incidenti gravi, anche se si sentono ancora sporadicamente alcuni colpi di arma da fuoco; non ci sarebbero né vittime e né feriti. L’alto comando militare russo accusa alcuni gruppi aiutati ed armati dal governo degli Stati Uniti di essere i responsabili di alcuni rallentamenti nelle operazioni di ritirata e di avere cercati fino all’ultimo di ostacolare il raggiungimento di un accordo.

I portavoce del Pentagono hanno subito risposto di non avere ancora nessuna notizia ufficiale circa un arretramento dell’esercito regolare siriano e delle milizie sciite alleate: a Washington non credono che Mosca voglia davvero un cessate il fuoco favorevole al popolo siriano e ci sono forti sospetti che dietro alla voglia del Cremlino di fare passare gli aiuti umanitari e il personale medico per curare i civili siriani, ci sia solamente un puro calcolo di cosa è più conveniente per i suoi scopi.

Il portavoce del Pentagono Peter Cook ha dichiarato alla stampa: “ Non ho prove che possano accertare, in un modo o in un altro, se lo hanno o non lo hanno fatto”.

Mentre Stati Uniti e Russia si accusano a vicenda delle numerose violazioni della tregua dei giorni scorsi, alcune decine di camion carichi di aiuti umanitari sono entrati faticosamente in Siria attraverso la frontiera turca, che è stata subito richiusa, e sono ancora bloccati nella terra di nessuno in attesa dei visti e della scorta di sicurezza che dovrebbe essere predisposta dalle autorità siriane. Il governo di Damasco sta apponendo molti ostacoli alla partenza dei camion e le lungaggini burocratiche stanno facendo perdere la pazienza un po’ a tutti, anche ai russi, storici alleati del regime di Assad.

L’importante è la messa in sicurezza di Castello Road, la strada principale che porta ad Aleppo, ma mentre la lentezza e le beghe tra i vari attori in gioco continuano in Siria migliaia di civili innocenti continuano a perdere la vita sotto le bombe o negli attentati dell’ISIS. 

Valeria Fraquelli

 

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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