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La Siria e i dubbi del Pentagono sull’accordo con la Russia

L'accordo raggiunto tra Usa e Russia sul cessate il fuoco in Siria non piace al Pentagono, il ministero della difesa degli Stati Uniti. Poco convinto anche il capo della Cia.

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Il Pentagono ha manifestato dubbi sull'accordo per il cessate il fuoco in Siria con la Russia.

Il Pentagono ha molti dubbi sull’accordo raggiunto a Ginevra da Stati Uniti e Russia sul cessate il fuoco in Siria che scatta lunedì sera 12 settembre e previsto per dieci giorni.

Le perplessità sono emerse durante una riunione a Washington tra diversi rappresentanti dell’Amministrazione Obama. L’incontro si è tenuto nel pomeriggio di venerdì 9 settembre, prima dell’annuncio dell’accordo raggiunto a Ginevra dal Segretario di Stato John Kerry insieme al Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. La riunione prevedeva un momento di confronto per dare una risposta a Kerry, che stava conducendo la trattativa con Lavrov. Della riunione fa un resoconto dettagliato il Wall Street Journal.

A manifestare riserve e perplessità sono stati il capo della Cia, John Brennan, e il Segretario alla difesa Ash Carter vero dissidente sull’accordo per il cessate il fuoco (che prevede anche operazioni militari congiunte di Russia e Stati Uniti contro Isis e gli altri gruppi jihadisti). Lo scetticismo del Pentagono è legato alla scarsa fiducia nei russi e alla eventuale partnership militare con loro.

Uno dei timori del Pentagono, e dei suoi generali, è proprio la cooperazione militare con i russi. Carter e i militari del Dipartimento della difesa americano temono di dover condividere informazioni militari sensibili.

Da un punto di vista diplomatico e geopolitico, il Segretario alla difesa Usa vede come conseguenza dell’accordo un potenziamento del presidente siriano Bachar al-Assad, alleato dei russi. Sui pericoli dell’appoggio russo a Assad, Carter aveva già parlato in un discorso all’Università di Oxford, in Gran Bretagna, alcuni giorni fa. Il Ministro della difesa Usa aveva detto davanti alla platea di Oxford che il sostegno dei russi al presidente Assad “ha reso la situazione in Siria più pericolosa, violenta e instabile”.

Al Pentagono in sostanza hanno poca fiducia in Mosca. “Io non mi fido dei russi – spiega un funzionario della difesa americana alla rivista Foreign Policy– perché stanno usando i negoziati di Ginevra come una copertura per continuare a assediare e bombardare (insieme alle forze di Assad n.d.r.) le città controllate dall’opposizione siriana”. Robert Ford, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Siria è d’accordo con questa posizione del funzionario americano.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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