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La Turchia scende in piazza

Grande manifestazione pro governo in Turchia. Domenica 24 luglio per tutto il giorno migliaia di manifestanti a favore del governo si sono raccolti nelle piazze delle principali città turche e hanno intonato canti e slogan contro il fallito golpe del 15 luglio e contro i suoi ispiratori. 

La piazza ha invitato il governo a perseguire i partecipanti al colpo di Stato, ma senza mai dimenticare i diritti umani, il rispetto per le opinioni altrui e la democrazia, che sono alla base della società turca fin dalla sua fondazione; i manifestanti hanno anche voluto ricordare il valore della laicità dello Stato.

Alle manifestazione in tutte le grandi città della Turchia hanno partecipato non solamente i partiti di opposizione, ma anche il partito di governo AKP del Presidente Erdogan, in un rarissimo esempio di unità nazionale dopo tante divergenze.

Il principale leader dell’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, ha richiamato i suoi sostenitori a lottare contro chi vuole distruggere lo Stato turco e contro ogni dittatura dicendo: “E’ il giorno della riunificazione. È il momento di unirsi per opporsi ad ogni dittatura e colpo di Stato. È il momento di ascoltare il grido del popolo”.

I vertici delle forze armate turche hanno ribadito con forza che perseguiranno e cacceranno tutti coloro che sono sospettati di avere avuto un ruolo nel colpo di Stato, considerati dei serpenti traditori della loro patria.

L’appello della piazza sembrava anche un invito al governo a mettere un freno al giro di vite contro gli oppositori che ha già portato in carcere o sotto indagine più di 60000 persone tra militari, giudici, funzionari pubblici giornalisti e blogger considerati vicini alle idee di Fethullah Gulen, l’imam in esilio sospettato di avere ispirato i golpisti.

Erdogan, tuttavia, non ferma la sua spietata repressione contro i presunti golpisti e stamattina ha annunciato di volere sciogliere la guardia presidenziale, perché i militari di elite che fanno parte di questo corpo scelto sarebbero troppo coinvolti nel fallito colpo di Stato e non più degni di fiducia. In molti accusano il Presiedente turco di avere organizzato lui stesso il colpo di Stato e di approfittare della situazione per mettere a tacere tutte le opinioni contrarie al suo governo e al suo operato.  

L’organizzazione umanitaria Amnesty International ha lanciato l’allarme per le torture e i trattamenti inumani e degradanti a cui sarebbero stati sottoposti gli arrestati e ha annunciato di avere prove credibili e inconfutabili degli abusi.   

Valeria Fraquelli

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1 Commento su La Turchia scende in piazza

  1. siamo tutti abbastanza vecchi da ricordare, o per averli visti dal vivo o in documentari, le adunate più o meno oceaniche a sostegno dei dittatori sia qui in Italia che in Germania o in Russia, oltre che a Cuba ein Corea od ovunque ci sia un dittatore. è la forza dei despoti il bagno di folla, li convince di essere popolari e amati dal popolo mentre lo stanno vessando in ogni modo, li convince che vessare il popolo sia un bene per il popolo stesso e che i nemici del regime siano in effetti nemici del popolo stesso. é una storia vecchia come il mondo a cui spero nessuno crederà nemmeno un attimo

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