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Stati Uniti e Turchia: è alta tensione su Gulen, il nemico di Erdogan

La corda che lega i rapporti tra Stati Uniti e Turchia è tesa al massimo. La Turchia accusa gli Stati Uniti di essere dietro al colpo di stato. A peggiorare le relazioni tra Washington e Ankara c'è  anche l'estradizione di Fetullah Gulen, predicatore turco residente in Pensylvania che la Turchia considera il regista del tentato golpe dello scorso 15 luglio.

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Usa e Turchia ai ferri corti sull'estradizione del predicatore Fetullah Gulen, accusato dai turchi di essere il regista del tentativo di golpe del 15 luglio

Sono mesi che il presidente turco Recep Tayyp Erdogan chiede agli Stati Uniti di estradare il predicatore turco esiliato in America, prima suo ex-alleato e oggi super nemico. Erdogan accusa Gulen di aver orchestrato il tentato colpo di stato e di avere le prove per dimostrare quanto afferma.

Il presidente turco, e le autorità governative, sostengono di aver trasmesso le prove della regia di Gulen agli Stati Uniti. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato rispondono di non aver ricevuto nulla.

Il primo ministro turco,  Binali Yildirim, ha dichiarato di aver inviato quattro informative dettagliate sulla complicità del predicatore e che trasmetterà in America tutta la documentazione di cui hanno bisogno. “Gli Stati Uniti devono cessare di proteggere questo terrorista -ha dichiarato il premier secondo quanto riporta lo spagnolo El Paìs- perché non conviene né a loro né all’umanità”. Yildrim ha anche aggiunto che il golpe è stato organizzato dalla struttura parallela conosciuta come Hizmet, diretta da Gulen.

Intanto, Fetullah Gulen si difende negando ogni complicità con la rivolta. Anzi ha pure accusato Erdogan di essersi inventato il colpo di stato per aumentare il suo potere.

Il ministro della giustizia turco, Bekir Bozdag, ha precisato che le informative sulla complicità di Gulen sono state trasmesse ai dipartimenti americani della giustizia, interni e al Dipartimento di Stato. La richiesta di estradizione riguarda sia la consegna di Gulen alle autorità turche ma anche la sua detenzione e processo.

Gli Stati Uniti invece negano di avere ricevuto queste richieste. Un incaricato del Dipartimento di Stato Usa ha assicurato all’agenzia Reuters di non avere ricevuto alcuna istanza. Il presidente Barack Obama e il segretario di stato John Kerry hanno comunicato alla Turchia di essere pronti a collaborare. Un modo diplomatico per gettare acqua sul fuoco? Una porta aperta per l’estradizione di Gulen? O semplice tattica? Lo diranno gli eventi delle prossime settimane.

In mezzo all’alta tensione Usa-Turchia continuano le purghe di Erdogan contro chiunque sia sospettato di tradimento. Sono 20.000 gli arresti finora effettuati tra militari, magistrati, alti funzionari. La pubblica amministrazione turca sta venendo decapitata dalle purghe del presidente turco. Gli ultimi a essere colpiti gli insegnanti, il mondo dell’educazione ma anche i media e la comunicazione.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su Stati Uniti e Turchia: è alta tensione su Gulen, il nemico di Erdogan

  1. a leggere questo commento viene spontaneo pensare che il vero colpo di stato lo abbia fatto Erdogan. Che interesse abbiamo noi europei a comprometterci con un Paese tanto instabile? come può la NATO avere fiducia in un alleato del genere? Come possiamo contare sull’appoggio di un governo golpista? Secondo me l’unico vero interesse di Erdogan é risolvere una volta per tutte il problema curdo e non lo può certo fare rimanendo nell’Alleanza, quindi con un pretesto (l’estradizione di Gulen o altro)tenterà di andarsene o rimarrà ma non accettando controlli o imposizioni di alcun genere

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