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Isis o non Isis dietro l’attentato di Nizza

L’Isis ha rivendicato l’attacco avvenuto il 14 luglio scorso a Nizza dove un franco tunisino e’ entrato con un tir sulla centrale Promenade des Anglais, scagliandosi sulla folla che assisteva ai fuochi d’artificio e provocando la morte di 84 persone e numerosi feriti.

La rivendicazione dello Stato Islamico arriva 36 ore dopo la strage. La stampa internazionale ha pero’ espresso in coro molti dubbi sul fatto che ci sia veramente la mano del Califfato dietro Nizza.

I piu’ scettici sono gli stessi francesi. Le Monde scrive che la rivendicazione Isis sembra piu’ una dichiarazione di opportunita’ che una firma in calce all’attentato. Il quotidiano francese riporta che il franco tunisino, poi ucciso dalla polizia francese, non era molto radicalizzato e soffriva di depressione per la separazione dalla moglie.

Sulla stessa linea il francese Le Figaro. Per il quotidiano gli inquirenti stanno approfondendo con indagini eventuali collegamenti tra il presunto terrorista e i jihadisti dell’Isis.

L’Agence France Press riporta un’intervista alla madre dell’attentatore. La signora, che vive in Tunisia, dice che il figlio non ha mai avuto legami con la religione e movimenti religiosi. Il New York Times scrive la stessa cosa.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

5 Commenti su Isis o non Isis dietro l’attentato di Nizza

  1. e dov’è la differenza?? anche se non ha ricevuto l’ordine dall’ISIS l’assassino si é certamente ispirato ad esso oppure la sua mente debole è stata condizionata dalle stragi del califfato. Se pensiamo che tutt’ora a settant’anni dalla scomparsa del nazismo c’é chi si ispira alle sue nefandezze o ne rimane condizionato dobbiamo considerare che anche il califfato abbia su menti labili il medesimo ascendente che ebbe e ha tutt’ora il nazismo. Solo il silenzio potrà far cessare questo terrore. Il califfato va cancellato, prima militarmente eliminandone i capi e gli ispiratori, poi ideologicamente togliendo da ogni mezzo d’informazione le sue azioni. Mao eliminò ogni reminiscenza o nostalgia dell’Impero facendolo scendere in un silenzio assoluto e così hanno sempre fatto anche gli antichi. Certi nemici non devono esistere e parlandone se ne alimenta il potere e la fama e se ne aumentano i seguaci

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  2. La differenza sta nel comprendere se c’è ancora un califfato forte con una strategia, oppure se l’Isis strumentalizza a proprio favore i gesti isolati di facinorosi esaltati. In Siria e Iraq il Califfato continua a arretrare da tutte le parti. Nel caso di attacco a Mosul e Raqqa per il Califfo sarà la fine. In Libia la roccaforte dell’Isis a Sirte è sotto attacco e dalle notizie delle agenzie internazionali sembra difficile che mantengano il controllo ancora a lungo. In queste condizioni, riesce lo Stato Islamico a sviluppare ancora strategie? O siamo ai colpi di coda, i più pericolosi in ogni guerra?

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  3. Credo che se Himler e Hitler a settant’anni dalla morte riescono ad avere ancora seguaci e a fare danni il califfato avra’ lunga vita oltre la propria morte presunta. Si e’ voluto presentare come ubo Stato senza esserlo e come tale e’ stato trattato facendo cosi il suo gioco. Gli abbiamo dato una dignita’ contribuendo cosi’ a procurargli seguaci. Il fatto di Nizza e’ il piu’ eclatante, si e’ attribuito il probabile gesto di un pazzo a un nemico che si fa di tutto per avere e per sostenere ideologicamente diffondendo la psura di esso. Non il cosidetto califfato va condannato, che a mio avviso altro non e’ che una banda di ladri in cerca di dignita’, ma chi fornisce armi, chi compera il petrolio rubato ai popoli in cui questa banda di ladri opera. Colpisci ricettatori e fornitori e hai eliminato i ladroni, alimenta la paura e dai loro fiato e proseliti. Non mi sembra una equazione delirante

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  4. Su questo più che d’accordo. Resta il fatto, tornando alla sua prima riflessione e proprio per quello che scrive, che è importante sapere se si tratta di emulazione di un pazzo o strategia ben definita dello Stato Islamico. Anche per misurare quanto è ancora forte questo (non)Stato oggi.

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  5. Considerando il ritardo nel reclamare “la paternità” del crimine opterei per un millantato credito, ma la verità vera sarà difficile che esca. Il dato reale è che l’autista è entrato nella zona pedonale con un tir dopo aver passato alcuni controlli e di questo il Ministero degli Interni francese dovrà rispondere al Popolo francese

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