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La crisi politica del Brasile spiegata in cinque punti

La decisione di avviare un percorso di destituzione (impeachment) della presidente brasiliana Dilma Roussef ha aperto una crisi politica profonda nel Paese sudamericano. Come capire in cinque punti cosa sta succedendo in Brasile, per anni considerato un Bric, un’economia emergente tra le più importanti al mondo.

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I ponti di Brasilia nel cielo della sera.

La crisi politica del Brasile è profonda. E non può dipendere solo dalla messa in stato d’accusa e possibile destituzione (impeachment) della presidente Dilma Rousseff. La crisi parte da lontano. La recessione economica ha messo in difficoltà un Paese che era considerato un modello di sviluppo economico da prendere come punto di riferimento. Poi vennero lo scandalo Petrobas e le prime grandi manifestazioni della storia del Paese. E infine il terremoto politico che con l’impeachment nei confronti della Presidente rischia di travolgere la stabilità politica brasiliana. Vediamo in cinque punti di capire cosa succede.

1 Impeachment

Il 2 dicembre 2015, il presidente del Parlamento brasiliano Eduardo Cunha ha accolto la petizione di un gruppo di parlamentari di avviare un impeachment (cioè un percorso di destituzione) nei confronti della presidente Dilma Rousseff. L’accusa dei proponenti riguardava fatti di corruzione condotte dalla Roussef nel corso della sua presidenza. Cunha, che poi sarà deposto da presidente del Congresso brasiliano, è sospettato di essere dietro alla mossa di impeachment.

2 Lotta intestina?

A seguito della petizione, un ex-senatore del Partito dei Lavoratoti (quello della Rousseff) Delcidio de Amaral accusa a marzo 2016 esponenti della maggioranza di governo e dell’opposizione di essere coinvolti nello scandalo di corruzione dell’affaire Petrobas. Tra questi, Amaral punta il dito anche contro l’ex-presidente Lula da Silva e Dilma Roussef, presidente in carica. Il clima si fa più caldo perché qualche giorno prima la polizia aveva sottoposto Lula a un interrogatorio di circa tre ore.

3 Il Brasile in piazza

A marzo 2016 il Brasile assiste alle proteste di piazza più partecipate della sua storia. Sono migliaia le persone che manifestano in oltre 200 città, chiedendo le dimissioni della presidente Rousseff e l’arresto dell’ex-presidente Lula da Silva.

4 Via libera all’impeachment con riserva

A aprile 2016 il Parlamento brasiliano approva il percorso per la destituzione andando incontro ai promotori della petizione. L’avvio dell’impeachment va in discussione al Senato l’11 maggio. Con un colpo di scena il presidente del Parlamento, Wladir Maranhao, ha annullato l’avvio dell’impeachment la mattina di lunedì 9 maggio per poi riavviarlo la sera stessa! Il governo ha anche annunciato un ricorso davanti al Tribunale Supremo Federale contro l’avvio dell’impeachment.

5. Petrobas e corruzione

La Petrobas è la più grande azienda petrolifera del Brasile. E’ una società pubblica ed è tra i primi gruppi al mondo. Petrobas è considerata una colonna portante dell’economia brasiliana. I magistrati hanno scoperto nel 2014 un vasto giro di corruzione legato a appalti e tangenti. Nell’inchiesta sono stati coinvolti anche numerosi politici del Partito dei Lavoratori (quello cioè di governo e degli stessi Rousseff e Lula).

Leggi anche: Il tonfo economico del Brasile

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su La crisi politica del Brasile spiegata in cinque punti

  1. da noi le notizie, non solo riguardanti il Brasile, arrivano già edulcorate politicamente ad arte. Buoni e/o cattivi sono stabiliti a monte da chi? questo poco importa, ma sembra sia così. Quando fu eletto Lula fu accolto dalla stampa nostrana con ovazioni degne del Messia. Il suo Paese, merito ovviamente del proprio presidente, appariva come l’economia trainante del globo, il “metodo Lula” per uscire da ogni crisi da prendersi a esempio, Lula era il faro che illuminava la strada da seguire (rileggersi gli articoli). All’improvviso accade l’imprevisto (ma come può essere imprevisto o imprevedibile?) e si scegli il successore a cui adossare tutte le colpe generate dal governo Lula, cioè dal bluff Lula. Da parte dei giornalisti sarebbe più opportunu studiare i fenomeni, analizzarne gli aspetti e commentarli su tali esperienze, piuttosto che farsi trascinare il facili (e voluti) entusiasmi.

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