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Il Ttip spiegato in 6 punti

Come capire il Trattato transatlantico su commercio e investimenti tra Stati Uniti e Unione Europea (TTIP). A New York i delegati di Usa e Ue continuano i negoziati per accelerare la firma dell’Accordo. Sale la protesta sociale in Europa contro il Trattato. Oppositori denunciano anche l’accordo commerciale Ue-Canada: un’anticamera del TTIP.

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Sei cose da sapere sul TTIP

A New York riprendono questa settimana gli incontri tra i delegati degli Stati Uniti e quelli dell’Unione Europea per accelerare la chiusura del negoziato e arrivare alla sottoscrizione, “la fine della partita” come la definiscono alcuni addetti ai lavori, del TTIP. Intanto cresce in tutta Europa la protesta contro l’Accordo. Come capire il TTIP in 6 punti

1 Cos’è il TTIP

Il TTIP è il Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti. Il Trattato è molto di più di un semplice accordo commerciale. L’idea del TTIP ha cominciato a diffondersi nel 2013. Nel mezzo della crisi economica, si è cominciato a discutere di facilitare gli scambi commerciali e di investimenti tra due aree del mondo (Usa e Ue) che insieme fanno il 60% del Pil mondiale. Un obiettivo del Trattato è molto ambizioso: armonizzare i sistemi di regole tra le due aree. Molti oppositori europei al Trattato sostengono che questa omogeneizzazione delle regole porti a un abbassamento dei livelli di guardia di alcuni settori che l’Ue invece regola in maniera stretta (come quello cosmetico ad esempio). Negli Stati Uniti le obiezioni riguardano la concorrenza maggiore da parte delle aziende europee che entrano sul mercato americano. Secondo uno studio della Commissione Europea, l’entrata in vigore del TTIP farebbe aumentare dello 0,5% il Pil europeo e dello 0,4% quello Usa.

2 Cosa dice il TTIP sul commercio

I dazi doganali tra Usa e Unione Europea sono molto bassi. In media sono attorno al 2%. Va ricordato che più della metà di beni e servizi che Usa e Ue commerciano tra loro non è soggetta a dazi. Il resto poi è molto variabile. Le materie prime ne sono un esempio. La loro forbice varia tra l’1 e il 3%. In altri casi il dazio è esageratamente alto. Come nell’abbigliamento e scarpe. Qui si tocca quota 30%. Il record lo raggiunge il tabacco europeo venduto negli Usa. In questo caso il dazio americano sul tabacco europeo è pari al 350%. Una chiara misura protezionistica di Washington verso i produttori di tabacco americani. Per queste ragioni, eventuali liberalizzazioni del TTIP non avrebbero grandi effetti sul commercio di beni e servizi. Al limite le avrebbero su alcuni casi limite, come il tabacco, abbigliamento e scarpe.

3 Cosa dice il TTIP sugli investimenti

Il Trattato prevede di potenziare gli affari e gli investimenti delle aziende europee dall’altro lato dell’Atlantico e viceversa. Come tutelare gli interessi aziendali in un Paese straniero è diventato l’aspetto più controverso e dibattuto dell’accordo. Perché per risolvere le possibili dispute tra un’azienda e le autorità del territorio straniero, il TTIP prevede una clausola di soluzione dei conflitti con un arbitrato tecnico che permette, sostengono gli oppositori, di eludere la giustizia. Tutta la protesta pubblica contro il Trattato si è concentrata su questa clausola. Tanto che il Commissario Europeo al Commercio, Cecilia Malmstrom, ha proposto un tribunale composto da giudici, e non da avvocati o esperti legali in genere come prevede l’accordo. Resta da vedere se gli Stati Uniti accetteranno questa proposta, e sono in molti a dubitarlo.

4 Chi si oppone al TTIP

All’inizio furono per prime le Organizzazioni non governative a denunciare l’accordo. Con loro alcune organizzazione civili e i partiti ambientalisti. Gli oppositori al TTIP sono riusciti a fare una buona operazione di comunicazione e convincere l’opinione pubblica a unirsi alla protesta. Come ha mostrato la grande manifestazione di protesta in Germania la scorsa settimana. In Germania, il più grande Paese esportatore dell’Ue, un terzo dei cittadini considera l’accordo negativo. Anche in Francia, storicamente protezionista, il TTIP è malvisto. Lo stesso vale per la Spagna e alcune manifestazioni cominciano a diffondersi anche in Italia e altri Paesi dell’Ue. Il Regno Unito è tutto concentrato sul referendum della Brexit, se uscire o meno dall’Unione Europea, e il TTIP passa un po’ in secondo piano. Ad ogni modo, non è un buon momento per la Commissione Europea di Bruxelles andare a negoziare un trattato senza avere un appoggio forte ed esplicito dalle più importanti capitali europee.

5 Cosa succederà con l’armonizzazione delle regole Ue e Usa

I negoziatori del TTIP puntano a un’armonizzazione delle regolamentazioni in sette settori specifici:

  • materiali cosmetici
  • prodotti di ingegneria
  • nuove tecnologie
  • materiali medici
  • pesticidi
  • prodotti farmaceutici
  • tessili  veicoli

Da Bruxelles fanno sovente l’esempio delle autovetture per spiegare l’armonizzazione della normativa. Se un Paese europeo già applica degli standard tecnici, ma negli Usa c’ qualche leggera differenza, perché sottoporre il prodotto (in questo caso autovettura)  a un doppio processo di rispetto dei regolamenti? In realtà non è un ragionamento così semplice, e neppure facile. In settori come i cosmetici o i pesticidi l’Unione Europea ha standard di protezione molto elevati. Ad esempio nell’Ue ci sono 1372 sostanze proibite da usare nei cosmetici. Così chi si oppone al TTIP sospetta che l’avvicinamento tra diverse legislazioni e regolamentazioni sia un tentativo di abbassare gli standard di protezione del consumatore.

6 Quanto è trasparente il negoziato sul TTIP

Una delle cose che sostengono i contestatori del Trattato è la mancanza di trasparenza. La Commissione Europea ha deciso di recente di pubblicare alcuni documenti che riguardano il TTIP. La scelta non è stata molto gradita a Washington. Tra i documenti ci sono le 15 proposte che rendono chiara la linea della Commissione Europea nel negoziato sul Trattato.

Pesano sul TTIP quindi le grandi manifestazioni di piazza in Europa. Intanto, gli oppositori del Ttip vanno all’attacco del Ceta, l’accordo commerciale Ue-Canada visto come un’anticamera del TTIP.

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Informazioni su Redazione ()
Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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  1. L’accordo di libero commercio tra Canada e Ue è l’anticamera del Ttip? – Notiziario Estero

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