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Tregua e negoziato in Siria vicini al collasso

A rischio la tregua e il negoziato in Siria. I timori dell’ambasciatore Onu de Mistura e di Barack Obama

Il fallimento della tregua e del negoziato in Siria è vicino come mai prima. Il presidente Usa, Barack Obama, e l’ambasciatore dell’Onu Staffan de Mistura hanno espresso in questi giorni il loro scetticismo e i timori che la tregua sia quasi al collasso. La stessa sorte, anche se non lo dicono, temono toccherà subito dopo al negoziato di Ginevra.

I fatti sono evidenti. In Siria si spara da tutte le parti. E non solo legittimamente contro l’Isis e i gruppi jihadisti, esclusi dall’accordo tra governo siriano e ribelli anti-Assad. Si spara tra esercito di Assad e forze ribelli, che siedono insieme al tavolo di Ginevra per trovare una soluzione politica. Tra loro le armi dovrebbero tacere. Invece a Aleppo, l’assedio dei militari di Damasco colpisce con l’aiuto dei russi le forze dei ribelli ad Assad e la popolazione. Il bollettino di questi giorni parla di 18 morti tra i civili a causa dei raid aerei governativi. E un aereo dell’aviazione siriana si è caduto vicino a Damasco.

Si spara anche tra esercito di Assad e forze curde. Sono almeno sette i morti negli scontri avvenuti nei pressi della città di Qamishli.

Comprensibile la reazione sconsolata di De Mistura. Il diplomatico inviato dall’Onu ha fatto appello alle parti sulla necessità di riprendere il negoziato e rimettere in moto la tregua. De Mistura sa bene che il suo è un appello disperato. Finché l’esercito di Assad, forte del supporto russo, non mette da parte l’offensiva militare contro i ribelli, offensiva travestita neppure tanto velatamente da iniziative contro l’Isis, il tavolo di Ginevra sarà svuotato di ogni credibilità. Il negoziato riprenderà prossimamente, ma rischia di andare a singhiozzo senza una tregua vera e propria. In questo la Russia ha una responsabilità importante perché deve cessare l’appoggio militare a Damasco. Più Assad si sente protetto da Mosca, maggiore è il suo tentativo di affossare il negoziato e tentare la ripresa del potere su tutta la Siria.

Per questa ragione, De Mistura ha chiesto un vertice dei Paesi promotori insieme all’Onu del negoziato di Ginevra. L’incontro punta a far convincere il comitato delle forze di opposizione siriane a continuare a partecipare al tavolo negoziale. I gruppi di opposizione hanno infatti minacciato per la seconda volta di abbandonare definitivamente la trattativa se continua l’aggressione di Damasco. Così, Usa, Russia, Iran, Unione Europea, Arabia Saudita e Turchia si incontreranno per discutere della situazione relativa alla tregua e al proseguimento del negoziato.

Anche Barack Obama ha manifestato il suo scetticismo. Da Londra ha detto che segue costantemente l’evoluzione della situazione e in particolare se la “tregua sia ancora sostenibile”. Una dichiarazione, quella di Obama, che fa pensare a un superamento del cessate il fuoco e ad altre soluzioni e strade percorribili nel garbuglio siriano.

Ovidio Diamanti

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  1. L’opposizione in Siria contro l’inviato Onu – Notiziario Estero

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