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Militari italiani a Mosul entro l’estate?

Secondo l’Agenzia Nova, che cita fonti dello Stato Maggiore della Difesa italiano, il dispiegamento dei militari italiani dovrebbe avvenire entro luglio.

Entro l’estate arriverà in Iraq, nella zona della diga di Mosul, un contingente di circa 500 militari italiani incaricati di garantire la sicurezza del personale della ditta Trevi, cui è stato affidato l’appalto per la messa in sicurezza della struttura. Lo hanno confermato ad “Agenzia Nova” fonti dello Stato maggiore della Difesa. “La durata della missione dipenderà dalla durata dei lavori della ditta”, aggiungono le fonti, precisando che al momento ci sono già militari dislocati nei pressi della diga “con compiti di ricognizione a carattere operativo e logistico dell’area”. Secondo quanto riferito dalla stampa irachena, una prima squadra di tecnici della Trevi è arrivata a Mosul la scorsa settimana. I tecnici hanno il compito di approntare un campo che ospiterà un gruppo di ingegneri che arriveranno sul posto nelle prossime settimane. La società italiana Trevi si era aggiudicata l’appalto per i lavori di messa in sicurezza della diga nel dicembre scorso. La diga è stata fortemente danneggiata dagli attacchi dello Stato islamico che nel 2014 hanno fermato i lavori già avviati. Diversi rapporti di esperti assicurano che è necessario intervenire per evitare una catastrofe.

Secondo un documento pubblicato da esperti Usa all’inizio di quest’anno, se la diga crollasse il risultato sarebbe devastante in termini di perdite umane. Il governo iracheno ha confermato a inizio marzo la firma dell’accordo con il gruppo italiano Trevi per la messa in sicurezza e la manutenzione della struttura, per un valore di 273 milioni di euro. Gli interventi da compiere sulla diga non riguardano la parte emersa della struttura ma quella interrata, a causa della conformazione geologica dell’area. Gli interventi più urgenti interessano la messa in sicurezza delle fondamenta del bacino idrico. Il ministro delle Risorse idriche dell’Iraq, Rasheed Mahdi, ha annunciato a metà marzo che gli ingegneri italiani ingaggiati per prevenire il collasso strutturale della diga dovranno verificarne le condizioni per almeno due mesi prima di poter avviare i lavori. (Fonte Agenzia Nova)

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