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L’Isis perde terreno in Iraq e Siria

Isis in affanno in Siria e Iraq. il presidente Obama ha avvertito che i reclutatori e i miliziani stanno dirigendosi in Libia.

In Iraq la coalizione guidata dagli Usa e le forze di Baghdad liberano la città di Hit dall’Isis. La liberazione di Hit ha un valore strategico rilevante. La città si trova lungo l’arteria stradale che collega le zone irachene e siriane controllate dall’Isis.

In Siria, il pressing militare di Assad e della Russia conquista territori sotto controllo del Califfato. Nella mezzaluna fertile lo Stato Islamico sembra appassito, in affanno davanti all’offensiva militare.

Barack Obama ha avvertito del pericolo Libia. I miliziani dell’Isis, e i suoi reclutatori, stanno dirigendosi verso il Paese nordafricano, espulsi dalla regione del Tigri ed Eufrate.

Il Califfato però non è ancora morto. Tiene la testa alta e i colpi di coda non mancano. Come l’attacco a sorpresa in una zona siriana vicino al confine con la Turchia. Dopo l’attacco, migliaia di persone sono in fuga verso la frontiera turca.

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I santuari dell’Isis. La mappa dello Stato Islamico al 31 marzo 2016 (fonte: Institute for international studies of war- Washington)

Intanto, l’inviato dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura ha concluso il viaggio a Teheran e Damasco dove ha incontrato le autorità iraniane e siriane. Lo scopo della visita di de Mistura era la verifica delle condizioni politiche per continuare il tavolo negoziale e dare nuovo slancio al negoziato di Ginevra. Al suo rientro nella città svizzera, de Mistura ha incontrato i rappresentanti dell’opposizione siriana. Nei prossimi giorni riprenderanno i colloqui con un obiettivo: sviluppare il progetto di transizione politica.

Sul negoziato però pesa la battaglia di Aleppo. La città siriana da mesi è sotto l’assedio militare dell’esercito di Assad e dei caccia russi. E a farne le spese sono per lo più i ribelli legati ai gruppi di opposizione, che stanno trattando a Ginevra con i delegati di Assad e la mediazione di Onu, Russia e Usa. Una situazione quasi kafkiana.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

1 Commento su L’Isis perde terreno in Iraq e Siria

  1. é una guerra strana, quasi mediatica. le immagini del presunto esercito del sedicente califfato sono di rutine e fornite da loro stessi (immagini istituzionali) non é mai stato fatto un prigioniero, non ci sono testimonianze della popolazione occupata. Alle volte mi viene il dubbio che sia una specie di spot pubblicitario. Possibile che foreign fighters vadano avanti e indietro dal cosidetto fronte e mai un fotografo sia riuscito a mandarci un’immagine di un combattimento, di un miliziano morto……niente. Comunicati ufficiali, immagini vecchie trite e ritrite, mai una foto aerea. Qualcosa non quadra.

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